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venerdì 30 gennaio 2015

Smaltimento delle materie prime scadute

Parliamo oggi di un argomento sulla quale spesso mi vengono poste domande alla quale non sempre ho saputo rispondere e di cui vi avevo promesso mi sarei informata da fonti più certe.
Premesso e appurato che le materie prime hanno scadenze spesso indicative, di cui abbiamo parlato in QUESTO link, cosa fare di oli che ci accorgiamo essere rancidi, o di burri che puzzano, o di qualsiasi altro prodotto che prima o dopo la data di scadenza ci pare alterato, e quindi non più adatto all'uso?



Ci fornisce valide indicazioni la Dott.ssa Vincenza Vernile, proprietaria dell' omonima azienda di materie prime. La sua mail di risposta inizia con la frase "...ti rispondiamo volentieri al quesito ambientale portandoti a conoscenza sia di ciò che è obbligo delle aziende e sia di ciò che dovrebbe essere doveroso da parte dei privati." Non posso che convenire con lei, ricordando che così come scegliamo spesso materie prime etiche e rispettose dell'ambiente anche il loro smaltimento come ultima fase deve avvenire nel modo corretto, per far si che i minuziosi criteri con la quale scegliamo non diventino vani.
Un'azienda fornitrice di materie prime ha ovviamente l'obbligo di non porre in commercio sostanze scadute. Per ogni prodotto è presente una scadenza legale ed una scadenza naturale, il cui compromesso, spiega Vincenza Vernile, viene trovato da un farmacista abilitato alle analisi chimico-farmaceutiche delle sostanze, almeno nel caso di questa azienda, che si serve appunto di un cosmetologo per questo. Vengono quindi prelevati periodicamente campioni delle sostanze anche non scadute da verificare, e vengono effettuate analisi attraverso numerosi strumenti come il rifrattometro, densimetro, alcoolometro, incubatrice, forno a muffola, piastre per conta batterica totale, lieviti e muffe. Con questi controlli è dunque possibile verificare se un prodotto o sostanza è ancora conforme alla famacopea, ovvero delle disposizioni tecniche e scientifiche su cui si basa il farmacista per verificare la conformità dei prodotti. Quando una sostanza è scaduta (cioè ha perso i titoli di conformità) finisce nei rifiuti speciali mentre i contenitori che contenevano sostanze vendute finiscono in tre distinti settori dell'isola ecologica interna all'Azienda: plastica contaminata, vetro, alluminio. Ogni 1-2 mesi queste sostanze e questi contenitori vengono ritirate da ditte del Ministero della Salute che rilasciano alla ditta il certificato di tutte le sostanze "stoccate" e dei contenitori contenitori che finiscono nello stoccaggio. Ma poichè può creare qualche legittimo dubbio sul fatto che un'azienda dichiari scaduto un suo stesso prodotto, che risulta quindi invenduto, in prossimità di qualche scadenza vengono inviati campioni di sostanze ad un ente terzo di verifica (accreditato presso il Ministero della Salute) e dopo controlli approfonditi questo può rilasciare un certificato di conformità detto di rititolazione, che prevede che se una sostanza tra produzione e scadenza aveva due anni di vita con la rititolazione acquista ancora un altro anno di integrità. Se invece la sostanza non supera i test di conformità va allo smaltimento.



Questo è quello che la dottoressa Vernile ci spiega riguardo aziende, che ovviamente hanno quantità maggior di prodotti da smaltire e procedure da seguire. Ma anche a casa nostra possiamo con poche mosse muoverci correttamente. Le materie prime scadute o comunque da eliminare vanno smaltite nell'indifferenziata non riciclabile. Per i contenitori invece molto utile è ovviamente dividerli nelle varie differenziate, inserendoli puliti (così come per qualsiasi altro rifiuto da differenziare).

Queste sono le informazioni che mi ha gentilmente fornito Vincenza Vernile, che mi sono limitata a trascrivere cambiandone la forma ma non il contenuto. La dottoressa ci informa inoltre che tramite i numero di lotto delle materie prime (per quel che riguarda ovviamente la sua azienda), può aiutarci a valutare se le sostanze in nostro possesso sono ancora conformi ed utilizzabili: vi invito comunque a scriverle anche per altri dubbi, che nonostante la grande mole di lavoro sono sempre pronti a risolvere.

                                                                                               Lalla


martedì 8 luglio 2014

Materie prime scadute: che farne?

Spesso mi vengono poste domande su quel che bisogna farne delle materie prime scadute, se è possibile usarle ancora, se la data è indicativa o se vanno proprio buttate. Risponderò in modo spero esauriente per tutte, anche in base alla mia esperienza personale.

Comincio col dire che tutti i prodotti devono avere per legge una data di scadenza, o il PAO.
La differenza sta nel fatto che il primo viene usato per i prodotti che hanno una durata minima inferiore ai 30 mesi. Per gli altri viene usata la denominazione del PAO, ovvero i mesi entro quali il prodotto si può utilizzare dopo l'apertura, indicato con un simbolo universale in tutti i Paesi dell'Ue.

Nel caso delle nostre materie prime generalmente la data di scadenza riporta giorno, mese e anno, e non l'indicazione PAO. Cerchiamo di capire, per tipologie, quanto ancora (e se), possiamo usare le nostre materie prime scadute.  Non indicherò comunque un margine di tempo per la quale possiamo utilizzare i prodotti, sta ben buon senso di tutti e di saper valutare ogni singola caratteristica. E' sempre un peccato buttare via qualcosa, sia per la questione economica che di spreco di prodotto, ma ricordo che si tratta di cose che ci spalmiamo in faccia, dunque è meglio non rischiare in alcuni casi.



Le polveri
Le materie prime in polvere, come le miche, ossidi, allantoina, inulina, gommea xantana, e in generale qualsiasi ingrediente che assuma questa forma sono tra le materie prime che durano di più, poichè prive di acqua e quindi della maggiore via di proliferazione di batteri e muffe. Ovviamente dobbiamo conservarle al meglio nonostante questo, con etichette che ne indicano chiaramente le caratteristiche, e ben chiuse. Ricordiamo inoltre che alcuni tipi di polvere temono l'umidità e possono diventare dure come marmo. Ciò generalmente non ne cambia la qualità, ma bastano piccoli accorgimenti per evitare ciò. Possiamo quindi usare ancora le nostre polveri, che sono quasi eterne come durata!

Cere, oli e burri
Anche queste materie prime si conservano bene, ma bisogna comunque tenerle più sotto controllo. Le cere in particolare per la loro consistenza difficilmente vanno a male e creano muffe. Prestiamo particolare attenzione all'olio di jojoba che vi ricordo è classificata come cera e a tutti gli oli, che non diventino rancidi. Questo può succedere anche prima della data di scadenza se mal conservati, e possiamo facilmente riconoscere un olio rancido per via dell'odore alterato, spesso molto sgradevole, per la consistenza che cambia e il colore che varia. Stessa cosa vale per i burri, controlliamo le stesse caratteristiche e che non abbia tracce di muffa sulla superficie o su parte del barattolo, cosa da controllare anche per gli oli.

Estratti e oli essenziali
In questo caso è probabile che con il passare del tempo noteremo soprattutto un calo della profumazione, ma controlliamo comunque sempre bene tutte le caratteristiche. Gli oli essenziali vanno usati con cautela anche da appena aperti, maggiore deve essere quindi l'attenzione per un prodotto aperto da un pò. Non è frequente che formino muffa, è più facile trovare oli che cambiano colore o densità, ricordiamoci in ogni caso che col tempo questi perdono le loro proprietà benefiche.

Acido lattico
Come per molte materie prime, controlliamo le caratteristiche e se è tutto a posto, possiamo usarlo ancora per un pò (è molto resistente)

Ceramidi
Meno resistenti di altri ingredienti, valutiamo le caratteristiche ma se ci sembrano anche solo vagamente alterate buttiamo tutto.

Tensioattivi
Generalmente sono tutti molto resistenti, quindi valutiamoli a vista e a naso, ma è raro che si deteriorino.

Tocoferolo
Molto resistente, se ha problemi di conservazione si capisce soprattutto dall'odore.

Queste sono solo alcune delle sostanze che possiamo trovare facendo cosmetici, e per ovvi motivi non posso inserirle tutte. A grandi linee posso suggerire di usare buonsenso. Non serve farsi terrorizzare dalla data di scadenza ("Oddio, scade oggi, devo immediatamente buttarlo!"), ma certamente bisogna valutare sia prima che dopo la data di scadenza, cosa è veramente il caso di usare e cosa meno.
Se abbiamo anche solo il dubbio che una materia prima non sia così fresca e utilizzabile, buttiamo tutto.

          Lalla




venerdì 7 giugno 2013

Come e dove conservare al meglio le materie prime cosmetiche

Ciao a tutte ragazze, con l'arrivo della stagione estiva noto, tramite mail e commenti, molta preoccupazione sulla conservazione delle nostre materie prime. Cerchiamo quindi di capire come e dove conservare i prodotti, che si spera saranno frutto di acquisti mirati e consapevoli, non finalizzati ad accumulare!



Ricordiamoci che gli ingredienti, normalmente, vanno conservati in ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e forte luce (va bene il buio), ma non è corretto infilare tutto in frigorifero, pensando che questo sia il modo migliore per conservare. Risulta infatti essere a temperature troppo basse per le nostre materie prime, per i fortunati che dispongono invece di una cantinetta o posto simile, fresco e che non sia soggetto ad umidità, il luogo è adattissimo: basterà conservare tutto in scatole ben chiuse.
Il frigo (attenzione, frigo, mai freezer!) può essere comunque adatto alla conservazione di qualche prodotto troppo delicato per resistere alle alte temperature. Ne è un esempio il burro di karitè, che non deve superare temperature sopra i 20° circa, e che quindi è intelligente conservare ben chiuso nei piani alti (e quindi meno freddi), prelevando la quantità necessaria e riponendo subito in frigo, poichè teme gli sbalzi di temperature (che comunque, a chi più e a chi meno, andrebbero evitati per ogni ingredienti). Polvere finissime come l'inulina sono molto soggette all'umidità, può essere utile quindi riporle in buste ben chiuse, dentro scatole ermetiche, e conservare anch'essi in frigorifero. Eviteranno in questo modo di assumere consistenze marmoree, che non compromettono la qualità del prodotto, ma rendono a volte meno pratico il loro utilizzo. Fragranze e oli essenziali sono meno delicati sotto questo punto di vista, solamente gli oe di agrumi, in tutte le loro variati, vanno sempre conservati in frigorifero. Per quanto riguarda altri tipi di cere e burri, o condizionanti, o qualsiasi altro ingrediente che va sciolto, dobbiamo prestare attenzione al loro punto di fusione per renderci conto quale che prodotto può sopportare la più alta temperatura estiva.

Prestiamo attenzione anche agli oli perchè, assieme ai burri, sono soggetti ad irrancidimento: questo può avvenire in caso di mal conservazione o, appunto, temperature non idonee. Non esageriamo quindi con il loro acquisto, o almeno limitiamo le quantità, un'ottima idea può essere quella di prendere mini dose, come quelle di Aroma Zone in bustina, che costano poco e sono adatte per provare magari un olio che non conosciamo bene, o che ci serve per un solo prodotto e non sapremmo come riutilizzate (anche per i viaggi, essendo sigillate, le bustine possono essere un'ottima soluzione).

Queste sono solo piccole dritte per preservare al meglio i nostri acquisti, aspetto nei commenti i vostri suggerimenti per conservazioni intelligenti! :)

                                                                                           Lalla