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venerdì 3 novembre 2017

Dubbi Red Kamala: che cosa è successo?

Ciao a tutti,
in questo nuovo articolo vorrei parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, da grande amante delle erbe tintorie sempre alla ricerca di prodotti sicuri e di aziende limpide che pensano alla salute dei consumatori ancor prima del loro profitto.

Qualche tempo fa è scoppiato su Facebook un piccolo scandalo intorno al Red Kamala, dopo che alcune aziende hanno manifestato perplessità circa la purezza di alcune polveri, e dunque la sicurezza delle stesse.

Abbiamo già parlato del Red Kamala, e anche se ora è una polvere che non sto più utilizzando non ho potuto fare a meno di seguire attentamente la questione, che ho notato dalle vostre domande essere ancora aperta: tanti sono i dubbi in merito, che io non posso chiarire personalmente non essendo titolata a farlo, ma cercherò di chiarire meglio quanto è emerso attraverso le parole delle aziende e dei laboratori che hanno lavorato su questo argomento.


Come prima cosa, che cos'è la Red Kamala?

La Kamala è una polvere tintoria, ricavata da una pianta nativa dell'India, che nasce anche in Cina, Giappone, Nepal, Filippina, Malesia, Arabia, Nepal.
Apprezzata per il suo potere tintorio sui capelli, ha la capacità di portare a tonalità calde (se utilizzata da sola), o fredde se usata in sinergia con hennè freddi.
Il suo nome latino è Mallotus Philippensis Fruit Powder.


Ho volutamente tralasciato di descrivervi il colore, in quanto è proprio da qua che sono iniziati i dubbi. Ma prima di farlo, vorrei citare e presentarvi le due aziende che più si sono occupate di questo argomento. Le Erbe di Janas, azienda sarda molto apprezzata sia per i cosmetici pronti come shampoo, balsamo, detergenti, che per le materie prime ed erbe tintorie. Si tratta di un'azienda italiana super disponibile nel servizio clienti e molto attenta a ciò che propone, desiderosa di proporre sul mercato prodotti efficienti e sicuri. Un'azienda che ho avuto modo di conoscere come prodotti solamente per le erbe ayurvediche per capelli, e che è perennemente tra i miei desideri per diverse altre referenze, che prima o poi riuscirò ad acquistare. In QUESTO link potete trovare il sito dell'azienda.
L'altra, Zenstore, è un'azienda anch'essa italiana, della Campania, che propone materie prime per l'autoproduzione di cosmetici, erbe ayurvediche per capelli, polveri tintorie, ma anche tisane, diffusori e molto altro inerente al benessere e alla cosmesi. Ho avuto modo di provare diversi loro prodotti e di collaborare con l'azienda più volte, riscontrando sempre una disponibilità e un'attenzione per il consumatore che va oltre il puro fine di vendere i prodotti. QUA il link per visitare il sito Zenstore.


Entrambi sono venditori di Red Kamala, e proprio questo prodotto in comune nel loro store li ha resi complici nella ricerca di informazioni.

Tutto è partito da un post su facebook, principale piattaforma su cui è stata fatta informazione, pubblicato il 24 luglio 2017 sulla pagina dell'azienda Le Erbe di Janas.
Il negozio, dopo aver ricevuto un pacco proveniente dall'India contenente il Red Kamala da rivendere poi sul loro sito, si è accorto immediatamente di una lampante differenza tra quello a cui era abituato.
Il colore infatti differiva sensibilmente dal Red Kamala naturale. La polvere pura presenta infatti un colore quasi tendente al ruggine, piuttosto spento: preciso che io non ho mai visto e usato questa polvere pura, dunque mi baso unicamente sulla foto comparativa pubblicata dall'azienda, che mi ha autorizzata a condividerla in questo articolo. In questo modo sarà più facile per tutti farsi un'idea della reale differenza tra la polvere pura di Kamala e quella che chiameremo "sospetta", che invece ho utilizzato.

Foto dalla pagina di Le Erbe di Janas

Ho potuto vedere personalmente il colore della polvere sospetta, che confermo che ben si distingue dal Kamala naturale, pur valutandolo solo dalla foto.

Di questa posso invece lasciarvi delle immagini, scattate tempo a dietro prima di utilizzare la polvere.
Mi scuso in anticipo per la risoluzione, ma a quel tempo non possedevo ancora la Reflex. Le foto sono state scattate alla luce naturale del giorno e non sottoposte poi ad altre modifiche che ne alterano i colori.

Colore del prodotto disciolto in acqua
Preciso che Le Erbe di Janas non hanno mai indicato il nome del produttore della polvere sospetta, citato invece da Zenstore che ha ripreso l'argomento sulla loro pagina il 25 luglio a seguito delle tante domande ricevute. Il Kamala da me fotografato è quello dell'azienda Yogi, venduto da Zenstore, da cui anche io l'ho acquistato. Le Erbe di Janas ha volontariamente omesso di indicare il nome del produttore oggetto delle analisi e dei dubbi, ma se vogliamo questo è influente: chiunque osservando la propria polvere si può rendere conto se questa ha l'aspetto del Kamala naturale, o se invece il colore risulta fin troppo pieno ed acceso per poter essere realmente polvere pura.
Fondamentale è infatti sottolineare che chiedendo spiegazioni al produrre della polvere sospetta questo abbia consegnato della documentazione che evidentemente confermata la purezza e l'origine certificata delle polveri: è evidente che in caso contrario questo non sarebbe stato proposto dalle aziende come prodotto puro. La documentazione fornita ha fatto scattare nel personale di Janas dei dubbi, che hanno deciso di approfondire.

Polvere venduta da Zenstore
E' stato fatto analizzare il prodotto sia dal proprio laboratorio interno che affidando una confezione della polvere sospetta ad un altro laboratorio esterno, e dopo poco Janas ha rivelato quanto emerso da queste indagini. Il Kamala rosso acceso non è affatto composto da pura polvere di Mallotus Philippensis Fruit Powder, bensì da amido di mais e colorante azoico rosso.
Quest'ultimo ingrediente viene spesso utilizzato per tinture e shampoo coloranti, così come in campo alimentare. Sono state pubblicate le analisi effettuate dal laboratorio interpellato da Janas, che ha richiesto però che venisse oscurato il nome per privacy. Come indicato in precedenza non ho le competenze necessarie per valutare le analisi effettuate dal laboratorio, motivo per cui lascio semplicemente in link QUA quanto da loro prodotto, per quel che riguarda quanto pubblicato da Janas.


A seguito di questi dubbi anche Zenstore ha intrapreso lo stesso percorso, mandando un campione di prodotto ad un laboratorio accreditato, che ha prodotto risultati diversi da quelli di Janas, ma comunque non soddisfacenti.
Il campione di Kamala dell'azienda Jogi risulta infatti composto da 65% di Mallotus Philippensis e dal 32% di talco. Il colorante azoico risulta inoltre presente nella dose di sei ppm (parti per milione), che Zenstore ci semplifica facendo il paragone con un cucchiaino di zucchero in 6000 litri di acqua, pari a 40 vasche da bagno. Il potere tintorio non è riconducibile dunque al colorante azoico, bensì alla pianta stessa, ma di certo non si tratta comunque di un prodotto puro, nonostante il talco non sia comunque un ingrediente pericoloso.
Un risultato senza dubbio più rincuorante rispetto a quello riscontrato da Janas, ma che non può essere considerata una vittoria, se si pensa a quanto viene dichiarato.

Pubblico in questo caso l'analisi effettuata dal laboratorio di Zenstore.
Clicca sull'immagine per ingrandire.


Ma perchè tutto questo ha creato scompiglio?

Come ben sappiamo quello della cosmesi è un mondo assai ampio, in cui è possibile trovare aziende e produttori seri, con un'etica ammirevole, così come quelle che pensano prima al proprio profitto economico, eludendo talvolta controlli o falsificando dati (perchè di questo si tratta).
Allo stesso modo non tutte le aziende offrono prodotti puri, ma quello che fa la differenza è come questi vengono venduti. Un prodotto puro può e anzi DEVE essere venduto come prodotto puro, se di questo si tratta dopo accurati controlli e certificazioni a cui le aziende fanno sottoporre i prodotti.
Un prodotto non puro, anche solo minimamente tagliato con altri ingredienti, anche se comunque non nocivi, DEVE essere indicato come prodotto non puro, seguendo la nomenclatura INCI come la normativa prevede, indicando ogni ingrediente in ordine decrescente a seconda della quantità presente, o se sotto alla percentuale dell'1% in ordine sparso.
La questione ha creato molto scompiglio proprio per la mancanza di questa chiarezza: andando per esempio ad osservare attentamente la confezione di Red Kamala venduto a quel tempo da Zenstore notiamo infatti la presenta di un INCI non completo e dunque non regolare, secondo quanto emerso dalle analisi effettuate.


Visto però che in questo post abbiamo parlato di due aziende nello specifico vorrei indicarvi anche, per chiarezza, come queste aziende si sono comportante una volta scoperto quanto riportato.

Sia Le Erbe di Janas che Zenstore non si sono fermate a questa scoperta, ma hanno deciso di cogliere l'occasione per far analizzare altri prodotti a laboratori certificati. Janas predisporrà l'analisi di tutte le polveri che vende, Zenstore si è concentrato su quelle della Yogi, per capire precisamente che cosa stanno vendendo, a prescindere da quanto riportato sull'etichetta del produttore. A puro scopo informativo, le altre polveri vendute da Zenstore hanno evidenziato una purezza del 99,9%, per quel che riguarda le polveri di Ibiscus, Baheda, Vidarikanda, Nagarmotha e Aloe Vera (trovate le analisi effettuate su facebook al post datato al 28 agosto 2017). 

Le Erbe di Janas ha scelto invece di non proseguire la collaborazione con il rivenditore che proponeva Kamala composto da colorante azoico rosso e talco (non essendo appunto presente, a quanto risulta dalle analisi, traccia di Mallotus Philippensis), prediligendo produttori che operano con documentazione più trasparenti. A tal proposito Enrica, titolare dell'azienda, mi ha indicato come fonte da cui attingere per qualsiasi dubbio riguardante i cosmetici, anche importati da paesi esteri, il Regolamento Europeo n. 1223/2009, che conosco nella sua integrità dopo averlo consultato più volte nel corso degli anni, leggendolo per intero: è un testo lungo ma molto utile per capire quali sono le normative che disciplinano questo ampio campo. Trovate QUA il link diretto.
Attualmente Janas propone un prodotto realmente puro, senza compromessi, che è possibile acquistare sul loro store al prezzo di euro 6,90 per 100 gr di prodotto, a QUESTO link.
Zenstore ha invece scelto di continuare a vendere il prodotto e dopo un'attenta valutazione ha scelto di apporre sopra alla confezione originale un'etichetta stampata con il logo di Zenstore, il rivenditore appunto, con scritta l'esatta indicazione della composizione emersa a seguito delle analisi di laboratorio, affinchè il prodotto sia comunque acquistabile non essendo presenti componenti dannosi alla salute, ma con la chiara indicazione di quanto contenuto, per una scelta consapevole nell'acquisto. Zenstore propone dunque Kamala (con la composizione citata), al costo di euro 4,99, in confezione da 100 grammi. QUA il link alla pagina del prodotto.
L'azienda mi ha comunque precisato che si sta muovendo per certificare ogni prodotto in maniera autonoma, precisando comunque che ha deciso di continuare a rivedere il prodotto per le tante richieste ricevute dai clienti, ora a conoscenza di quanto contenuto. Indico questo in quanto ho voluto comprendere fino in fondo le motivazioni che hanno spinto l'azienda Zenstore a continuare a rivedere questo marchio, scelta che può senza dubbio apparire discutibile, dunque lasciando a ciascuno la libertà di dissentire o concordare con quanto da loro deciso.

Questo è quanto io ho avuto modo di apprendere dalle parole delle due aziende, che ho contattato prima di pubblicare questo articolo per accertarmi della possibilità di pubblicare informazioni e foto dai loro canali. Ho scelto di non inserire in questo articolo le mie considerazioni personali, che certamente ho per quello che ho potuto constatare dalle informazioni di entrambe, ma che eviterò di esporre proprio perchè penso che si tratti di una scelta personale, sia quella delle singole aziende e sia quella del singolo consumatore che acquista il prodotto. Preferisco, dunque, far si che con queste informazioni riassunte tutti possano arrivare a farsi un'idea personale in merito.

Prima di concludere vorrei condividere con voi una riflessione esposta da Enrica, di Le Erbe di Janas.
La consapevolezza nell'acquisto dovrebbe estendersi in tutti i campi, non solo quello cosmetico: anche il campo alimentare, quello tessile, così come per i suppellettili domestici, andrebbe attentamente verificato prima di effettuare acquisti, al fine di fare acquisti consapevoli e sicuri sia dal punto di vista della salute che dell'etica. Le aziende hanno in questo un compito fondamentale, quello di far arrivare le informazioni ai consumatori attraverso schede tecniche e qualsiasi canale di condivisione in loro possesso. Ma per essere certi di quello che rivendono devono mettere in dubbio quanto riportato dai prodotti che propongono: solamente con analisi a campione dei vari prodotti è possibile stabilire con esattezza cosa stanno rivendendo, e con che descrizioni: sarebbe utile dunque un controllo dei vari prodotti a campione, operazione senza dubbio dispendiosa per le aziende in termini di tempi e di costi, ma che permetterebbe la diffusione di prodotti sicuri come composizione, o per lo meno chiari nelle etichette che li descrivono.
Utopia? Chissà.
Di certo il mondo della produzione (di qualsiasi cosa) è talmente ampio da permettere al consumatore di scegliere, e sono tante le persone che apprezzerebbero una simile attenzione e trasparente che denota serietà e reale interesse per il proprio lavoro ed etica.


Grazie mille, infine, a Zenstore e alle Erbe di Janas, per il tempo dedicato e l'interesse verso l'argomento: hanno accolto con entusiasmo l'idea di questo articolo, che spero possa chiarire le idee a qualcuno e magari far conoscere ad altri queste due aziende.

                                         

lunedì 20 febbraio 2017

Red Kamala, hennè e... La mia esperienza!

Ciao a tutti,

in questo nuovo articolo sul blog parliamo di hennè, e della mia personale esperienza con le erbe tintorie, in particolar modo con il Red Kamala. Premetto che il discorso erbe tintorie è quanto mai soggettivo e variabile da persona a persona, per tanti fattori diversi. Prendete quindi tutto questo come un post di esperienza personale, con la consapevolezza che per chiunque altro la cosa può essere ben diversa.

Da qualche tempo avevo il desiderio di colorarmi i capelli con le erbe tintorie per virare ad un rosso freddo, partendo da una base castana scura con riflessi rossi caldi.
Ho quindi optato, dopo qualche indecisione, sul Red Kamala, una polvere in vendita da Zenstore ricavata dalla pianta Mallotus Philippensis, originaria dell'India. 

Zenstore propone questo prodotto in busta sigillata da 100 gr, venduta al prezzo di euro 5,99.

Al suo interno una seconda busta, trasparente, contiene la polvere, che va maneggiata con i guanti e ben lontana da superfici o tessuti che non si desidera macchiare. Allo stesso modo utilizziamo scodelle e qualsiasi altro materiale impiegato che non devono tornare necessariamente come nuove, in quanto è facile che restino macchiate.


Ed ecco la polvere: finissima e coloratissima, di una tonalità rossa talmente accesa da dubitare quasi che si tratti di una polvere vegetale.
L'odore non è particolarmente piacevole, ma nemmeno troppo forte, e si manifesta soprattutto una volta mescolata con acqua.

Sul web si trovano diverse procedure per preparare il Kamala: alcune lo stemperano in acqua calda sul fuoco, fino ad ottenere una sorta di gel, io invece ho preferito seguire le indicazioni del sito, che sconsiglia proprio questo tipo di passaggio.
Ho prelevano quindi una dose di polvere e l'ho unita ad acqua calda, a poco a poco, mescolando bene per evitare la formazione di grumi. E' molto importante infatti evitare che la polvere si accumuli, in quanto in questo caso di formeranno delle palline quasi gelatinose, che non solo non si scioglieranno facilmente successivamente, ma cadranno anche nel momento in cui questo si applica, non legandosi all'intero composto. E' necessaria quindi un po' di pazienza, senza avere fretta.

Dopo aver sciolto il Red Kamala ho lasciato il composto a riposare  per qualche ora, facendolo raffreddare lentamente senza coperchio.


Nel frattempo mi sono dedicata alla preparazione dell'altra parte di hennè.
Ho letto infatti che nonostante il Kamala possa essere impiegata anche da sola è consigliabile unirla ad hennè, per toni meno freddi ma più intensi, o Indigo o Katam per una tonalità più scura. 
Specifico che non sono un'esperta di hennè (anzi) dunque quello che indico è perchè letto sul sito di Zenstore, in cui potete trovare anche le dosi in percentuali consigliate per ottenere diverse tonalità di rosso.


Nel mio caso ho acquistato dal sito anche l'hennè Jamila, ovvero pura polvere di Lawsonia, senza picramato, anche questo utilizzato per ottenere una tonalità fretta tendente al ciliegia.


L'hennè Jamila è contenuto in una bustina trasparente da 100 grammi, a sua volta venduta in una scatola di cartoncino di piccole dimensioni. Questa è una polvere finissima, per niente polverosa, dal colore indefinito tra verde e marrone chiaro, e dal caratteristico odore erbaceo.


Non essendo troppo pratica di hennè ho preparato questa polvere nello stesso modo del Kamala, in dose uguali a questo, creando quindi un composto al 50% di Lawsonia e Kamala.
Sul web si trovano indicazioni differenti anche riguardanti l'aggiungere sostanze acide al Kamala. Ho evitato, in questo caso, di unire limone a questa polvere, ma ne ho aggiunto una piccola quantità nel composto di Lawsonia. Ho quindi lasciato riposare quest'ultimo composto preparato e dopo circa due ore l'ho riposto nel congelatore. Pare infatti che il congelare e lo scongelare successivamente l'hennè "rompa" le particelle di colore e renda quindi il colore più pieno e freddo.
Il giorno successivo ho fatto scongelare naturalmente l'hennè, e l'ho unito al Kamala, che nel frattempo si era leggermente addensato, creando un composto privo di grumi e mediamente cremoso, sebbene nella foto appaia meno omogeneo, probabilmente a causa di piccole bolle di aria.

Questo è il modo in cui io ho preparato il Kamala, e nelle successive volte ho variato leggermente le dosi di utilizzo, impiegando circa il 70% di Kamala e il 30% di Lawsonia.

Essendo già pratica di erbe ayurvediche non ho avuto grosse difficoltà nella stesura del composto sui capelli, che nel mio caso sono ricci, folti e lunghi fino a circa metà schiena.
Ho lavato i capelli dopo averli pettinati delicatamente e tamponati con un asciugamani ho infilato i guanti e ho iniziato ad applicare il composto, in piccole porzioni di testa per volta aiutandomi con delle mollette (tenendo conto che si possono irrimediabilmente macchiare), e un pennellino da tintura. Prima di fare ciò ho coperto con della pellicola trasparente da cucina la ceramica del lavandino, tolto gli asciugamani di mezzo e usato del burro di karitè per proteggere fronte, orecchie e nuca da tracce accidentali di prodotto, al fine di evitare di macchiare la pelle.
Ho quindi coperto interamente la testa, dalle radici alle punte, e successivamente chiuso tutto con della pellicola trasparente e con un panno legato come un turbante, per mantenere calda la zona.
A questo punto non resta che aspettare: alcune ragazze riesco a tenere la pellicola per tutta la notte, assicurando quindi un buon tempo di posa, io personalmente non gradisco la sensazione e dunque dopo circa quattro ore ho rimosso tutto.

Due piccoli trucchi che io ho trovato utili:



- Per evitare di sporcare i piani di ceramica, legno, o qualsiasi altra superficie anche estesa e quindi difficilmente ricopribile con pellicola, cospargetela di olio, che sia da cucina (suggerisco in questo caso oli economici), o di altra natura, anche siliconici, anche irranciditi e dunque non più utilizzabili in altro modo. L'acqua sporca di tintura rimarrà sopra questo strato di olio e non macchierà la superficie. Non assicuro questo avvenga su tutti i materiali, ma nel mio caso, per la ceramica chiara della doccia, ha funzionato. Non potendo ovviamente ricoprirla con pellicola al momento di sciacquare i capelli ho dato una spruzzata di olio, distribuita con della carta da cucina, e non ho riscontrato problemi con macchie indesiderate. Qualora dovessero rimanere aloni, provvedete subito con della candeggina.
- Per mantenere il tempo di posa in maniera più comoda è possibile usare, al posto di un telo o asciugamano, una berretta o, come ho fatto io improvvisando, una calzamaglia o collant di tessuto non troppo leggero. Basta infilarlo dalla vita sopra alla pellicola, arrotolandosi intorno alla testa le gambe e fissandole con un nodo, o se si preferisce fare subito un nodo e tagliare la parte in eccesso. In questo modo si potranno utilizzare vecchi collant e calze smagliate e vivere più comodamente queste ore, che personalmente non trovo mai troppo piacevoli.


I risultati?

Nel mio caso non sono stati quelli sperati.
I capelli hanno presentato riflessi rossi più evidenti dopo qualche applicazione, non particolarmente accesi e quasi tendenti al caldo, ma la cosa che più mi ha infastidito è stato l'effetto sui miei ricci.
L'hennè infatti è un prodotto dal risultato talmente soggettivo che sui ricci più avere due effetti diversi: o definire il riccio, e col tempo far aumentare il volume e la definizione, o lisciare i capelli, e far perdere quindi la struttura definita dei ricci.
Io, purtroppo, rientro nella seconda casistica. Capelli secchi, quasi sfibrati, poco piacevoli anche al tatto, che anche nei successivi lavaggi non sono mai tornati con un riccio definito e bello come prima.
Dopo l'hennè l'effetto era particolarmente brutto, e mano a mano che questo scaricava nei lavaggi successivi la cosa andava attenuandosi, ma senza mai tornare realmente belli, e migliorando veramente solamente quando ormai era giunto il momento di fare nuovamente l'hennè.

Per questo motivo ho scelto di smettere di farmi l'hennè. Mi è stato giustamente suggerito di provare anche con altre miscele oltre alla polvere, o di aspettare per verificare se la situazione sarebbe cambiata, ma ho preferito interrompere in quanto il colore rosso è una cosa a cui posso rinunciare, ma mi dispiacerebbe invece perdere il mio capello riccio, anche se momentaneamente.

Vi mostro le poche foto che ho, purtroppo non troppo chiare, dei risultati ottenuti:

Dopo la prima applicazione di hennè: riflessi evidenti solo su alcune ciocche.

La foto centrale ha il colore più acceso di come appariva in realtà, le due laterali invece meno rispetto alla tonalità effettiva.

Ripeto ancora una volta che questa è solamente la mia personale esperienza, e che dunque può variare da persona a persona. sarei infatti curiosa di conoscere anche i vostri punti di vista, e le vostre esperienze in merito.

Prima di salutarvi vi lascio con due suggerimenti.

- Se desiderate provare l'hennè con un effetto più blando e nutrendo nel frattempo i capelli, potete tentare la via della Sherazade. Si tratta di un impacco riflessante a base di erbe tintorie unite a maschere per capelli o balsami, ottimo per ravvivare il colore dei capelli tra un hennè e l'altro, da tenere in posa per un tempo a propria discrezione (consiglio almeno un'ora, con una percentuale di polveri che si può valutare in base a quanto desiderate che l'impacco sia riflessante, o più nutriente.

- Un'altra idea per ravvivare i riflessi e curare al meglio i capelli con hennè la presenta la nuova azienda Scintilla, di cui sto provando i prodotti e che ho letto sta piacendo molto sul web.
Si tratta di una linea di prodotti pensati per capelli biondi, neri, castani o rosso, a base di erbe tintorie, da considerarsi non come una vera e propria tintura, ma trattamenti riflessanti e utili per il mantenimento del colore. La linea si compone, per ciascun colore, di maschera a base di polveri tintorie, shampoo e siero. Vi lascio una foto dei prodotti e in QUESTO link vi indirizzo al sito di Giulia, gentilissima titolare e anima di Scintilla, brand di cui vi parlerò non appena mi sarò fatta un'idea più precisa in merito.


Spero in questo articolo di avervi dato qualche informazione utile sulle tinture e sul Red Kamala, di cui ancora si parla in maniera piuttosto vaga e con consigli differenti.
Mi piacerebbe, a tal proposito, conoscere le vostre modalità di preparazione di questo prodotto, con magari le vostre esperienze in merito, e piccoli trucchetti utili per la preparazione e la stesura di hennè e prodotti simili!

                           Lalla