Flower 58
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lunedì 11 maggio 2015

Oleolito di iperico

Oggi parliamo di oleoliti, in particolare di oleolito di iperico, una pianta dai bellissimi fiori gialli abbastanza facile da trovare e davvero utile in diverse situazioni, che illustreremo a breve. Ovviamente per la raccolta è consigliato scegliere zone lontane dal ciglio delle strade e non a contatto con sporcizia e inquinamento, possibilmente verso fine giugno, periodo in cui raggiunge la sua massima fioritura.



Cosa ci serve:

  • Fiori di iperico;
  • Olio vegetale;
Come prima cosa laviamo i fiori di iperico, senza usare disinfettanti o prodotti vari, e lasciamo asciugare con cura su un panno, cambiandolo quando questo si bagna. Quindi poniamo i fiori in un barattolo di vetro ben pulito e ricopriamoli con l'olio. Le dosi quindi andranno adattate a seconda della droga, ovvero i fiori, presenti. Lasciamo il barattolo aperto sotto al sole, in un ambiente caldo, per circa 20 giorni, mescolando ogni giorni l'olio e i fiori con un cucchiaio pulito. Terminato il tempo di macerazione possiamo filtrare il nostro oleolito, usando un colino a maglie fitte o un telo pulito molto leggero. In ogni caso avremo cura di schiacciare per bene i fiori, per far uscire tutto l'olio e le proprietà di cui possiamo beneficiare! Possiamo quindi versare l'olio in boccette, possibilmente di vetro scuro, e conservarlo in luogo fresco e asciutto.

Lalla consiglia...

Possiamo usare l'olio vegetale che preferiamo, ma personalmente preferisco usare oli leggeri, dal colore chiaro e dall'odore non troppo forte, per poter sfruttare anche queste caratteristiche. Piuttosto che l'olio di oliva preferisco (per esempio), quello di girasole!

L'iperico è ottimo per la pelle danneggiata da scottature, sia solari che derivate da fiamme o piccoli incidenti domestici, arrossamenti, psoriasi. Viene impiegato anche come componente di doposole e creme lenitive, ma particolare attenzione è necessario porre prima dell'esposizione al sole, in quanto risulta fotosensibilizzante.
Otterremo quindi un prodotto utile e molto versatile, adatto come piccolo rimedio di emergenza per danni della pelle di lieve entità!

                                   Lalla


giovedì 11 settembre 2014

Oleolito alla carota

Torno sul blog con una serie infinita di richieste e una mole di mail spropositata.
Per la stagione estiva vi propongo un oleolito alla carota, profumato delicatamente e adatto ad essere usato come doposole, grazie alla presenza di betacarotene, già proposto in altri canali e con la quale mi trovo molto bene!
Ci occorre davvero poco!

  • Carote;
  • Olio di girasole;
  • Tocoferolo (facoltativo).

 Laviamo bene le carote e tagliamole finemente a julienne, inserendole quindi in un barattolo. Ricopriamo completamente con olio e, se vogliamo, aggiungiamo qualche goccia di vitamina E, che fa sempre bene alla pelle. Chiudiamo il barattolo con una garza e non con il barattolo, poichè non avendo fatto essiccare le carote, l'acqua dovrà evaporare lentamente. Lasciamo riposare il barattolo in un luogo fresco e asciutto per 25 giorni, al termine di questi filtriamo con l'aiuto di un colino (non dovrebbe essere necessario fare più di un filtraggio, dal momento che le carote saranno tagliate grossolanamente). Versiamo quindi l'oleolito in una o più bottigliette, che saranno possibilmente a vetro scuro per permettere una conservazione migliore.

 Ti è venuta voglia di oleolito?? ;)

Prova l'oleolito alla calendula,  delicatissimo, o alla camomilla.
Quello alla curcuma è ottimo contro i radicali liberi, l'oleolito al limone ha un ottimo profumo agrumato!

                                                                                              Lalla

sabato 25 agosto 2012

Come fare un oleolito

Parlando con la mia amica Tatiana, che si sta iniziando ad avvicinare al mondo dell'autoproduzione, ci siamo trovate d'accordo sul fatto che una buona informazione è necessaria per non fare danni ed essere consapevoli di quello che si va a formulare.
Per lei, è per tutti quelli che iniziano, consiglio di partire con ricette semplici ma efficaci, come un oleolito, la cui preparazione implica una serie di piccole conoscenze acquisite a priori.


Che cos'è un oleolito?
Gli oleoliti, conosciuti fin dall'antichità per le loro proprietà benefiche, sono sostanze oleose ottenute tramite macerazione di piante, fiori o parti di essi, in olio.
Tutti gli oli vegetali sono indicati per la creazione di oleoliti: starà soprattutto ai nostri gusti personali dirci quali è preferibile usare sul nostro corpo. Olio di mandorle dolci, di Jojoba, di girasole, di rosa mosqueta, di sesamo, di nocciolo di albicocco: gli oli impiegati possono essere leggeri o più pesanti, odorosi o dalla profumazione più neutra, costosi o dal prezzo più contenuto.


Che pianta devo usare per creare un oleolito?
La pianta o la parte vegetale dell'oleolito viene chiamato droga. Si possono usare piante fresche o già essiccate, in particolare la scelta di queste ultime risulta conveniente in quanto non contenendo acqua (o contenendola in minima parte), impediscono la proliferazione di batteri.
Preleveremo le piante solo nei luoghi consentiti, evitando se possibile i cigli delle strade o i luoghi ad alta densità di smog. Perfette quindi, le pianticelle del nostro giardino.


Ho olio e droga: come procedo?
La preparazione di un oleolito è molto semplice. Basta prendere un vasetto di vetro abbastanza grande (quelli delle conserve o delle marmellate tradizioni sono perfette, basta lavarli accuratamente con acqua calda e detersivo, spruzzarli con un pò di alcool e sciacquare abbondantemente, lasciando asciugare all'aria), riempirli di droga essiccata e coprire completamente con olio, avendo cura poi di chiudere bene il contenitore con il tappo. Lasciamo a riposare per 30 giorni circa in un luogo fresco e buio (va bene anche il fondo di un mobiletto di cucina, se lontano da fonti di calore). Ogni settimana il vasetto va agitato con cura almeno due o tre volte.
Questo è il processo più semplice e che richiede meno attenzioni, in quanto in caso di pianta fresca è necessario esporre il vasetto al sole dopo averlo coperto con della carta stagnola, modalità che rende più rapido l'irrancidimento dell'olio.

Il momento del filtraggio è quello più importante, che si esegue con un imbuto e delle garze a maglie strette, o della carta assorbente da cucina. Si lascia cadere l'olio nell'imbuto "foderato" affinchè le maglie trattengano la parte vegetale, schiacciando bene con un cucchiaino per far cadere l'olio assorbito dalla pianta. In caso di foglie sbriciolate, o polvere (come nel caso dell'oleolito di curcuma), è necessario eseguire l'operazione più volte, che per garantire un oleolito ben filtrato va comunque fatto almeno due volte. Il caso di deposito acquoso sul fondo del parattolo (visibile sotto forma di particelle trasparenti, in quando l'acqua non si mescola con l'olio), avremo cura di non versarle nella bottiglietta finale, fermandoci poco prima del fondo al momento del filtraggio.

Essendo il nostro oleolito privi di parte oleosa, non è necessario usare conservante, se vogliamo aggiungere tocoferolo possiamo farlo in dosi di 0,25% sul nostro oleolito!
Periodicamente annusiamo il nostro oleolito (che se ben fatto può durare anche un anno): note aspre o di rancido indicato l'irrancidimento dell'olio, così come una densità diversa da quella iniziale.

Spero di aver detto tutto quello che c'è da sapere, almeno all'inizio, come nozioni fondamentali, ma come sempre ci troviamo qua sotto tra i commenti o sulla pagina facebook per maggiori chiarimenti! ;)

                                                                                                          Lalla



domenica 18 dicembre 2011

Oleolito alla calendula

Continuiamo l'elenco degli oleoliti con quello alla calendula, dalle proprietà lenitive ormai diffuse.
Cosa ci serve per preparare questo oleolito:
  • 100 grammi circa di fiori di calendula fatti seccare al buio per un paio di giorni;
  • Mezzo litro di olio extravergine di oliva;



Per preparare l'oleolito inziamo versando l'olio di oliva in un barattolo con coperchio sopra i fiori di calendula secchi e mettiamo il barattolo in un luogo buio fresco e asciutto, se possibile chiudendolo con della carta stagnola e agitando qualche secondo tutti i giorni. Dopo 30 giorni apriamo il barattolo e filtriamo con l'aiuto di un colino, premendo bene i fuori con un cucchiaino per far uscire più olio possibile.
Quest'olio si conserva per diverso tempo in una bottiglietta dal vetro scuro in un luogo fresco, meglio se al riparo dalla luce.

Per che cosa si usa l'oleolito di calendula?
Per le sue proprietà è molto indicato sui bambini, anche durante il cambio del pannolino. E' indicato anche per le pelli sensibili e arrossate grazie alle sue proprietà lenitive.

Vuoi provare altri tipi di oleolito?
Nel mio blog trovi anche l'oleolito alla curcuma e l'oleolito al limone. ;)

                                                                                                      Lalla


lunedì 10 ottobre 2011

Oleolito alla curcuma

Un prezioso alleato ricco di curcumina, ovvero la sostanza antiossidante che rende gialla-arancione la curcuma. Quest’olio dal bellissimo colore combatte efficacemente i radicali liberi naturalmente presenti nel nostro organismo. Una formulazione presente in diversi libri sull'autoproduzione, che ogni tanto faccio per utilizzare questo oleolito sui capelli come impacco!

Oleolito di curcuma

  • Quello che ci serve:
  • Mezzo litro di olio di sesamo
  • 3 cucchiai di curcuma in polvere.
  • Un barattolo di vetro (da corpire con carta stagnola).
  • Una bottiglietta di vetro scuro.


Versiamo tutto l'olio nel barattolo di vetro e mescoliamo per qualche secondo la curcuma. Chiudiamo bene con il coperchio e copriamo bene il vetro con la carta stagnola al fine di impedire il passaggio della luce solare. Poniamo quindi il barattolo in un mobiletto fresco e asciutto, dove potrà stare in un ambiente buio (come abbiamo fatto per l'oleolito al limone). Lasciamo macerare in questo modo per una settimana, ricordandoci di agitare per il barattolo ogni giorno. L'ottavo giorno non agiteremo il barattolo ma travaseremo il barattolo in una bottiglie di vetro scuro senza smuovere la curcuma che si sarà depositata sul fondo. Sarà necessario prestare un pò di attenzione affinchè lo strato di polvere non finisca nella bottiglietta (se accidentalmente una piccola parte dovesse cadere non ci disperemo: basterà evitare di spalmare sulla pelle la porzione di olio con la curcuma).

Questo oleolito è un ottima base da inserire in creme, detergenti e cosmetici in generale, essendo dotato di proprietà antirughe, antinvecchiamento, antiforfora. Se usato poi dopo l'esposizione solare o a lampade (mai prima) protegge parzialmente dagli effetti nocivi delle radiazioni solari.

                                                                                                    Lalla