Flower 58
Visualizzazione post con etichetta cera d'api. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cera d'api. Mostra tutti i post

sabato 19 aprile 2014

Come pulire la cera d'api acquistata da apicoltori

Ciao a tutti,
oggi vi mostro come pulire la cera d'api che possiamo acquistare dall'apicoltore, quindi pura, meno costosa, ma spesso tutt'altro che perfetta e pulita. Si tratta spesso infatti di un blocco unico dal colore piuttosto gialla, un pò appiccicosa e molto profumata, con dei pezzi scuri in mezzo, che possono essere di diversa origine. Come premessa consiglio di osservare bene la cera d'api che avete in possesso: spesso dentro è presente propoli o comunque piccole imperfezioni non troppo estete, facilmente filtrabili dunque con questo processo, ma spesso aprendo il pezzo (a volte lo scarto è tutto nella zona interna), troviamo api morte o addirittura larve di queste: è bene capire quindi che cosa abbiamo di fronte, per valutare se è il caso di lavorarla per adattarla meglio all'autoproduzione di cosmetici o se come nell'ultimo caso riportato è meglio evitare anche questo. Qualora vi rendiate conto che lo scarto è solo concentrato in una piccola parta vi consiglio di non eseguire tutto il trattamento, e togliere semplicemente la porzione in questione, o per lo meno lavorare solo la parte da pulire, tenendo intatta tutto il resto. Consiglio questo se non altro per motivi pratici: non è un trattamento difficile e lungo, ma potreste trovare noioso il pulire i contenitori usati (cosa che, se possibile, anche io evito volentieri).
Vi mostro quindi come io ho effettuato la pulizia di questo prodotto, nel metodo che io trovo comodo e funzionale.


Innanzitutto vi mostro la foto del mio piccolo blocco di cera d'api prima di essere filtrata: presentava una parte interna più scura e piccole parti da rimuovere.


Come prima cosa ho immerso il mio blocco di cera dentro ad una pentola contenente acqua. La quantità di questa va valutata in base a quanta cera avete e al contenitore che userete dopo: io prima ho versato l'acqua nel vassoio (un normalissimo vassoio alto di alluminio, di quelli usati per congelare i cibi), senza arrivare al bordo, quindi ho usato quella stessa quantità per la pentola.
Potete fare questa operazione anche a bagnomaria.
Poniamo quindi sul fuoco a bassa fiamma per evitare l'immediato bollore.


Mano a mano che la cera si scalderà e inizierà a fondersi noteremo le prime impurità riversarsi nell'acqua. A questo punto, se non l'avete fatto prima, cercate di rompere in pezzi più piccoli il blocco di cera, per facilitarne lo scioglimento. Per fare ciò ho usato semplicemente un coltello, e mescolavo di tanto in tanto con l'aiuto di uno spiedino di legno (per poterlo poi buttare).


Una volta fusa completamente o quasi, la cera d'api si rivelerà essere un liquido ambrato piuttosto impuro (ciò dipende da com'era la cera in partenza), abbastanza profumato e, ovviamente, caldissimo! Prestiamo attenzione, dunque.


A questo punto possiamo iniziare a filtrare la cera. Possiamo usare un colino a maglie strette (come quello che ho usato io che vedete in foto), o un telo sottile che trattenga le impurità. Cerchiamo di togliere più parti possibili, prestando sempre attenzione a non bruciarci.


Possiamo ora travasare il liquido con estrema cautela in un contenitore resistente al calore (anche i contenitori tetrapack che vedete in foto vanno benissimo), e lasciamo a riposo per un paio d'ore, il tempo di raffreddarsi completamente.
Attenzione! Se ponete il contenitore all'aperto come ho fatto anche (ma meglio prendere questa precauzione anche in ambienti interni), coprite la cera con qualcosa (io ho usato un semplice vassoio), per evitare di attirare api e insetti.


Alla fine questo sarà l'aspetto della nostra cera d'api, che avrà le sembianze di una vera e propria lastra solida che galleggia sullo strato superficiale dell'acqua, dal colore biancastro e più o meno pulita, a seconda dell'attenzione riservata al momento del filtraggio.


Una volta sollevata attentamente dall'acqua, questo è il risultato.




Possiamo quindi ora tagliare la nostra cera d'api e quando completamente asciutta dall'acqua con la quale era a contatto, riponiamo in un barattolo o in uno strano di pellicola per conservarla.




E cosa rimane della nostra cera?
Sul fondo del contenitore e nell'acqua potremo trovare particelle e impurità che magari non siamo riusciti a filtrare, ma che a volte non si uniscono alla cera. Se la parte a contatto con l'acqua presenta numerose impurità attaccate raschiate quella parte con l'aiuto di un coltello.



Come spero si noti dalle foto la mia cera non è perfettamente pulita e limpida, questo perchè ho eseguito la lavorazione più per mostrare a voi i passaggi che per reale bisogno: fortunatamente il mio pezzo era sporco solo in una zona localizzata e se non avessi avuto la necessità di fare le foto avrei evitato di pulirla, limitandomi a togliere quella zona. Se la vostra cera ha proprio bisogno di una pulita approfondita, non siate frettolosi nel filtraggio! Se una volta solidificata notate che sono rimaste più impurità di quel che vi aspettavate, questa si può anche rifondere e rilavorare, ma per risparmiare tempo e cera (per quanto si presti attenzione una parte rimane sempre attaccata agli utensili usati), abbiate cura di lavorarla bene un'unica volta.


Questo è il mio metodo per filtrare e pulire la cera d'api, lo trovo semplice e veloce, anche se vi ricordo che essendo il prodotto più puro delle api, a meno che la cera non sia proprio piena di impurità è un processo che spesso si può evitare di fare, agendo in altri modi. Valutate voi insomma, in base all'entità della zona da eliminare!
Per qualsiasi chiarimento e informazione sono sempre disponibili tramite commento o mail privata!

                      Lalla


lunedì 17 febbraio 2014

Olio solido al profumo di cioccolato

Questa sera prepariamo insieme dei simpatici e facilissimi oli solidi profumati al ciccolato, per la quale ci sarà utile la ricetta proposta in QUESTO link. Che cosa serve per questo prodotto:


  • 20 grammi di olio al cioccolato;
  • 6 grammi di cera d'api;
  • Una goccia di tocoferolo.


Per preparare questo olio solido basterà fondere a fuoco lento gli ingredienti a bagnomaria, mescolando lentamente con un cucchiaino, e quando saranno completamente fusi versarli in un unico stampino (se preferiamo un'unica forma), o tanti piccoli stampini più piccoli (vanno bene anche quelli per il ghiaccio).
Se vogliamo evitare l'olio essenziali nella preparazione dell'olio questo avrà un'odore più classico, del solo cioccolato, la ricetta non prevede inoltre conservante in quanto non contiene acqua: il prodotto durerà comunque diverso tempo conservando in luogo fresco e asciutto. Se non disponiamo di tocoferolo possiamo ometterlo, ricordando comunque che questo è un ingrediente molto utile per la pelle (la mancanza non ne compromette comunque la buona riuscita).



La foto presa dal web propone dei cioccolatini (non degli oli da massaggio), ma vi assicuro che con le formine adatte il risultato è visivamente identico!



Spero che questa semplicissima ricetta possa rincuorare tutti coloro che iniziano e che spesso mi scrivono chiedendomi delucidazioni riguardo ai tanti ingredienti di cui non dispongono per le varie ricette!

         
                                                 Lalla


domenica 14 luglio 2013

Le cere nei cosmetici

Quali altri tipi di cera possiamo usare per i nostri cosmetici? Un rapido database per orientarsi nella scelta.

Cera d'api
Aspetto: Inizialmente ha colore scuro, per facilitarne l'uso viene sbiancata fino ad assumere colore giallino.
Punto di fusione: 62 - 70°
Uso: Sere a dare consistenza nelle emulsioni, la troviamo quindi in cosmetici cerosi e unguenti.


Cera candelilla
Aspetto: Piuttosto dura di consistenza, ha colore giallo, più o meno intenso.
Punto di fusione: 70 - 75°
Uso: Grazie alla sua proprietà di conferire brillantezza ai prodotti, viene usata spesso nei composti lipidici per garantire una consistenza adeguata (soprattutto in rossetti e stick di vario genere). Spesso sostituta con cera carnauba.




Cera carnauba
Aspetto: Di consistenza solida, ha colore giallastro.
Punto di fusione: 80 - 85°
Uso: Spesso usata come sostituto della cera candelilla, ha pressochè le stesse caratteristiche e proprietà.




Cera di soia
Aspetto: Si presenta molto dura di consistenza, con un colore giallo pallido.
Punto di fusione: 54 - 62°
Uso: Viene soprattutto usata per le candele da massaggio, anche se non è molto conosciuta.






Spermaceti
Aspetto: Si presenta come una cera molto dura.
Punto di fusione: 42 - 50°
Uso: Raramente usato nelle preparazioni cosmetiche, lo riporto per curiosità. Si ricava dai cetacei, per questo è stato cercato un sostituto sintetico (cetilpalmitato, in foto), il processo per ricavare questa sostanza è narrato anche nell'opera Mody Dick. In passato veniva usato per preparare unguenti e candele, oggi si usa per donare compattezza e consistenza a preparati liquidi, anche se viene usata raramente per via del costo più elevato rispetto ad altri tipi di cere.




Lanolina
Aspetto: ha una consistenza morbida e colore giallastro, viene spesso erroneamente considerata un grasso ma non contenendo glicerina è in realtà una cera. Si ottiene dal grasso secreto dalla pecora sul pelo, per azione protettiva.
Punto di fusione: 36 - 42°
Uso: Molto usata da donne che allattano al seno per prevenire le ragadi, trova uso soprattutto nei prodotti per la pelle, lasciandola appunto morbida ed idratata.






Olio di jojoba
Aspetto: Avendo una composizione differente, viene rinominato olio per il suo aspetto liquido, ma è classificato come cera. Tramite processi può assumere infatti l'aspetto di perle.
Punto di fusione: Già fuso.
Uso: Utile in tutti i prodotti che richiedano proprietà emollienti, usato anche puro sulla pelle.



                                                                                                   Lalla





martedì 17 gennaio 2012

Dove comprare alcuni ingredienti utili per l'autoproduzione di cosmetici

Leggendo le vostre mail mi sono resa conto che una gran parte di vi trovano difficoltà a reperire i prodotti e a farsi un'idea, anche approssimativa, di quanto questi costano. Le erboristerie e le farmacie non sempre sono fornite di tutto ciò che ci servono e quando lo sono potrebbero avere prodotti non puri e molto spesso a prezzi maggiori rispetto a quelli che troviamo sui siti internet. Faccio quindi un sintetico riassunto su qualche componenti che usiamo (o useremo), di frequente e il sito nel quale è possibile comprarli (i nomi scritti in verde chiaro portano al link diretto del sito per facilitare la ricerca) con il loro prezzo approssimativo.

Burro di cacao: Dragon Spices. Sconsiglio l'acquisto da Aroma-Zone soprattutto per certi preparati, in quanto odora molto di cacao ed ha un colore molto scuro.
Costo: circa 4 per 100 gr di prodotto. Il prezzo diminuisce con l'aumentare della quantità (si arriva a 13 al kg, se possibile fate quindi ordini cumulativi con altre ragazze!
 
Burro di karitè: Dragon Spices o Aroma-Zone.
Costo: dai 2 ai 5 per 100 gr di prodotto.

Cera d'api: La vendono praticamente tutti i siti, ma se potete, fatevi amico un apicultore! ;)
Costo: dai 2 ai 5 per 100 gr di prodotto. Quella grezza costa meno (circa 1).

Olii vari: Aroma Zone o marche come Provenzali e Forsan (se puri).
Prezzo: dipende dal tipo, si va da 1 di quello al cocco a più di 10 per quelli più pregiati come nel caso della borragine.

Conservante: il Cosgard si trova da Aroma Zone.
Costo: 7,50 per 100 gr di prodotto.
 Glicerina: si trova facilmente anche in farmacia, in genere con il nome di Glicerolo.
Costo: 1-2 per 100 gr di prodotto.

Tocoferolo o Vitamina E: Da Dragon Spice.
Costo: dai 12 ai 20 per 100 gr di prodotto.

Mica: un ottimo sito è Gissellamanske.
Costo: varia a seconda della quantità.

Queste sono le richieste che maggiormente mi sono arrivate, più avanti pubblicherò un altro post per far si di togliere più dubbi possibili fra voi. Nel frattempo, ricordo di non fare ordini troppo carichi di prodotto sia per evitare di sprecare soldi sia per impedire l'irrancidimento dei prodotti stessi!

                                                                                                               Lalla