Flower 58

sabato 25 agosto 2012

Come fare un oleolito

Parlando con la mia amica Tatiana, che si sta iniziando ad avvicinare al mondo dell'autoproduzione, ci siamo trovate d'accordo sul fatto che una buona informazione è necessaria per non fare danni ed essere consapevoli di quello che si va a formulare.
Per lei, è per tutti quelli che iniziano, consiglio di partire con ricette semplici ma efficaci, come un oleolito, la cui preparazione implica una serie di piccole conoscenze acquisite a priori.


Che cos'è un oleolito?
Gli oleoliti, conosciuti fin dall'antichità per le loro proprietà benefiche, sono sostanze oleose ottenute tramite macerazione di piante, fiori o parti di essi, in olio.
Tutti gli oli vegetali sono indicati per la creazione di oleoliti: starà soprattutto ai nostri gusti personali dirci quali è preferibile usare sul nostro corpo. Olio di mandorle dolci, di Jojoba, di girasole, di rosa mosqueta, di sesamo, di nocciolo di albicocco: gli oli impiegati possono essere leggeri o più pesanti, odorosi o dalla profumazione più neutra, costosi o dal prezzo più contenuto.


Che pianta devo usare per creare un oleolito?
La pianta o la parte vegetale dell'oleolito viene chiamato droga. Si possono usare piante fresche o già essiccate, in particolare la scelta di queste ultime risulta conveniente in quanto non contenendo acqua (o contenendola in minima parte), impediscono la proliferazione di batteri.
Preleveremo le piante solo nei luoghi consentiti, evitando se possibile i cigli delle strade o i luoghi ad alta densità di smog. Perfette quindi, le pianticelle del nostro giardino.


Ho olio e droga: come procedo?
La preparazione di un oleolito è molto semplice. Basta prendere un vasetto di vetro abbastanza grande (quelli delle conserve o delle marmellate tradizioni sono perfette, basta lavarli accuratamente con acqua calda e detersivo, spruzzarli con un pò di alcool e sciacquare abbondantemente, lasciando asciugare all'aria), riempirli di droga essiccata e coprire completamente con olio, avendo cura poi di chiudere bene il contenitore con il tappo. Lasciamo a riposare per 30 giorni circa in un luogo fresco e buio (va bene anche il fondo di un mobiletto di cucina, se lontano da fonti di calore). Ogni settimana il vasetto va agitato con cura almeno due o tre volte.
Questo è il processo più semplice e che richiede meno attenzioni, in quanto in caso di pianta fresca è necessario esporre il vasetto al sole dopo averlo coperto con della carta stagnola, modalità che rende più rapido l'irrancidimento dell'olio.

Il momento del filtraggio è quello più importante, che si esegue con un imbuto e delle garze a maglie strette, o della carta assorbente da cucina. Si lascia cadere l'olio nell'imbuto "foderato" affinchè le maglie trattengano la parte vegetale, schiacciando bene con un cucchiaino per far cadere l'olio assorbito dalla pianta. In caso di foglie sbriciolate, o polvere (come nel caso dell'oleolito di curcuma), è necessario eseguire l'operazione più volte, che per garantire un oleolito ben filtrato va comunque fatto almeno due volte. Il caso di deposito acquoso sul fondo del parattolo (visibile sotto forma di particelle trasparenti, in quando l'acqua non si mescola con l'olio), avremo cura di non versarle nella bottiglietta finale, fermandoci poco prima del fondo al momento del filtraggio.

Essendo il nostro oleolito privi di parte oleosa, non è necessario usare conservante, se vogliamo aggiungere tocoferolo possiamo farlo in dosi di 0,25% sul nostro oleolito!
Periodicamente annusiamo il nostro oleolito (che se ben fatto può durare anche un anno): note aspre o di rancido indicato l'irrancidimento dell'olio, così come una densità diversa da quella iniziale.

Spero di aver detto tutto quello che c'è da sapere, almeno all'inizio, come nozioni fondamentali, ma come sempre ci troviamo qua sotto tra i commenti o sulla pagina facebook per maggiori chiarimenti! ;)

                                                                                                          Lalla



martedì 26 giugno 2012

Letture consigliate sull' aromaterapia - cosmetologia - fitoterapia


In questi caldi torridi (e il peggio deve ancora arrivare), vi propongo un'alternativa al solito giornale di gossip, ovvero letture per imparare qualcosa di nuovo sull'autoproduzione di cosmetici naturali, e non solo!

Periodico mensile " Salute Naturale ", in edicola a 3,50 euro.



Pro: E' una rivista molto attraente dal punto di vista grafico, piena di fotografie ed immagini.
Tratta argomenti di varia natura (omeopatia, rimedi dolci, prime cure), che lo rende un giornale piacevole e non noiso. La classica lettura che consiglierei sotto all'ombrellone in spiaggia, poco impegnativa da seguire ma comunque ben fatta ed interessante.




Contro: Ha molta pubblicità a parere mio e per i miei gusti consiglia troppi medicinali omeopatici, descrivendo anche le dosi. Sono medicinali più blandi, ma personalmente ritengo che vadano assunti comunque sotto controllo medico, e non perchè letti su un giornale. Il costo poi, me lo faccio piacere solo perchè esce a cadenza mensile, perchè è un giornale non troppo abbondante come pagine, soprattutto se si tolgono quelle di pubblicità!


Formato tascabile "Gli elementi della salute. Tutto su.. Gli Aromi.



Pro: E' un libricino sottile e comodo da portare in giro, anche nella borsetta, per agire subito su piccoli problemi di lieve entità. Sintetico e conciso, si usa proprio come un piccolo dizionario tascabile,



Contro: Le schede a volte sono fin troppo riassuntive, indicano quali problemi un determinato olio gestisce ma non descrive dosi, o altre indicazioni in generale. Si basa più su una conoscenza generale e poco approfondita.


Manuale " Rimedi Naturali- Oli essenziali, gli aromi della salute".



Pro: E' un libricino non voluminoso che descrivere bene ogni pianta e ne indica vari usi, completo di fotografia di ogni esemplare, avvertenze, piccola scheda tecnica su metodo d'estrazione, densità, intensità di odore, volatilità etc.




Contro: Non ho notato aspetti poco soddisfacenti di questo libricino. E' sintetico ma non troppo, ha una tabella finale per poter capire a colpo d'occhio quello che ci può aiutare, e il formato ridotto lo rende comodo anche come lettura da viaggio.


I quaderni di Clara "Oli essenziali: Gli aromi della salute"



Pro: E' un libricino comodo da portate in giro, illustrato,  stampato proprio un piccolo quaderno per appunti (ha perfino le righe tipiche dei quaderni, amo i libri fatti così personalmente).
Tratta le piante principali, le basi della chimica (come per esempio i processi di estrazione) e indica qualche piccola ricetta di facile preparazione.




Contro: Non ho riscontrato difetti in questo libricino.
Ha tutto quello che serve: schede sintetiche ma efficaci, e teoria per le basi, molto importanti quando si inizia.


Manuale moderno di Estetica Olistica- stile di vita, strategia e prodotti per la cura globale di viso e corpo.
Di Simona Vignali, edizioni Red!




Pro: E' davvero carino! Colorato, semplice e molto vario. Un bel libro, piacevole da leggere, con schemi utili e consigli veloci.

Contro: Non ne ho trovati, a patto che non si cerchi un libro tecnico e approfondito (cosa che non è).

Indico inoltre QUESTO link, in cui potete trovare la descrizione del libro in foto, sicuramente più completo e adatto a chi cerca qualcosa di più tecnico e approfondito, ma comunque facilmente comprensibile.





E a tutte voi, buona lettura!

                                                                                    Lalla


venerdì 15 giugno 2012

"Shampoo" alla farina di ceci

Ciao ragazze, finalmente con la bella stagione possiamo stressare meno i nostri capelli. Quando possiamo evitiamo l'utilizzo del phon e per proteggerci dal sole è buona abitudine usare uno spray protettivo.
Anche il momento del lavaggio può diventare un attimo per prenderci cura della nostra chioma senza rovinare troppo il capello con tensioattivi aggressivi che lavano in modo poco delicato.
Con il lavaggio alla farina di ceci, possiamo lavare i capelli più frequentemente: questo tipo di lavaggio è visto e stravisto, in mille alternative (con aceto, con bicarbonato etc), personalmente uso la versione più semplice e che, dopo aver provato tutti gli altri, trovo più delicata.



Shampoo alla  farina di ceci
  • Farina di ceci;
  • Miele;
  • Acqua calda;
Uniamo due cucchiai di farina di ceci, un cucchiaio raso di miele e due cucchiai di acqua calda in una ciotola. Mescoliamo con l'aiuto di un cucchiaino questi tre composti, affinchè diventi un liquido omogeneo e non troppo denso (se così fosse mettiamo qualche cucchiaio di acqua calda).
Otterremo un composto giallino, con qualche grumo, da usare come un normale shampoo, sfregandolo con cura sul cuoio capelluto e sulla lunghezza dei capelli stessi.
Un consiglio che posso darvi è quello di sciacquare bene i capelli dopo l'uso per evitare di trovarvi i granelli di farina in testa (non fa male, ma non è piacevole).
Un altro accorgimento che trovo facile da mettere in atto e utile è quello di usare un infuso appena fatto di qualche pianta dal profumo gradevole (sono tante, basta provare!). per far si che dopo il lavaggio rimanga il profumo dell'infuso stesso, che sarà più persistente se lo useremo anche come ultimo sciacquo.
Questo tipo di lavaggio è l'ideale per chi ha i capelli secchi grazie alla presenza del miele, ma ricordiamo che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo, quindi è necessario provare e trovare la propria routine personale!



                                                                                                               Lalla


Detergente alla farina di mandorle

Oggi aiutiamo la nostra amica Serena, che tramite mail ci chiede aiuto per creare un ottimo latte detergente da usare la sera. Solo tre ingredienti ci servono, alla nostra pelle bastano per trovare sollievo.

  • Un cucchiaio di panna da cucina;
  • Latte intero;
  • Un cucchiaio di olio di jojoba;
  • Un cucchiaio di farina di mandorle;
Come procediamo:
Per prima cosa, prendiamo una scodella e versiamo poco meno di mezzo bicchiere di latte, l'olio e la farina di mandorle (un cucchiaio). Giriamo quindi schiacciando bene la farina verso le pareti della scodella, affinchè non si formino grumi. Uniamo quindi la panna e continuiamo a mescolare. E' importante che il nostro composto appaia senza grumi per essere usato in modo confortevole.


 Il nostro latte detergente è pronto. Possiamo chiuderlo in un barattolo o in una bottiglietta, ricordandoci di agitare bene o di girare il composto con un cucchiaino. Si stende sul viso e si massaggia per bene sulla pelle, quindi si risciacqua con abbondante acqua tiepida.

 Questo detergente non contiene conservanti, dunque si può usare per un periodo limitato di tempo, che ci consentirà di avere un prodotto sempre freschissimo, soprattutto se lo si conserva in frigorifero.
                                                                                                    Lalla


mercoledì 30 maggio 2012

Aggiornamento terremoto

Ciao a tutte ragazze,
post breve e senza ricette, che avevo pronte ma mi sembravano fuori luogo visto che le vostre mail erano indirizzate ad altro.
Come tutte saprete numerose scosse sismiche hanno scosso il nostro paese in questo giorno.
Io vivo in Emilia Romagna, nella parte Romagnola, quindi abbastanza vicina all'epicentro. Nella mia città non ci sono stati danni, ma le scosse sono state già 4 o 5, sentite chiaramente.
Sono vicina a tutte le persone che hanno perso beni materiali ed affetti, e ringrazio tutte coloro che si sono preoccupate tramite mail e messaggi della situazione nella mia città.
Un abbraccio in particolare a Patrizia, che mi scrive da una tendopoli, a Silvia, che ha diversi amici dispersi tra le macerie, e a Gianna, che ha perso la mamma e una sorella.

IMPORTANTE!
Se vogliamo dare un aiuto concreto, possiamo mandare un Sms al numero Terremoto Emilia solidarietà a terremotati: raccolta fondi, camere e sms
45500 (gestito dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione civile nazionale), che permette di donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto.

Sperando che questa situazione si possa risolvere al più presto, abbraccio tutte voi.

                                                                                                       Lalla
                           



mercoledì 16 maggio 2012

La polvere di Calamina

Intenta a scrivere il post per creare un detergente viso simile ad Acquamarina di Lush mi sono resa conto di non avervi spiegato che cos'è la polvere di Calamina.
La Calamina è una polvere finissima usata come lenitivo, risulta infatti ottima in caso di pelle sensibile o problematica. Ha anche un uso antisettico, quindi non stupiamoci di trovare la scritta Calamine in deodoranti o dentifrici. Una maschera semplice e delicata per il viso può essere costituita da polvere di Calamina e acqua di rose (meglio ancora se fatta in casa!).

Da che cosa è composta la Calamina?
La polvere di Calamina non è altro che l'unione di due ingredienti che abbiamo già incontrato nel nostro percorso, ovvero l'ossido di zinco e l'ossido di ferro (quest'ultimo in piccole quantità).

Dove trovo la Calamina?
La Calamina si trova difficilmente nelle erboristerie e nelle farmacie (e se riuscite avrete probabilmente un prodotto pagato il doppio). Su AromaZone invece come sempre possiamo fare ottimi affari, anche su questo prodotto, che se non sbaglio viene segnalata come Argilla Rosa.



Lalla risponde..
Molte di voi mi chiedono a quanto ammontano le spese di spedizione du AromaZone, sono 6,90 euro fino a 58 euro di spesa, dai 59 euro in su le spese sono gratis!





                                                                                     Lalla

Balsamo vegano riparatore multiuso

Gli errori a volte danno risultati grandiosi! Un pò di resti di prodotti da lavare che rimangono nella ciotola, stesi sulle mani, gomiti, ginocchia e punti critici da ammorbidire mi hanno stupito davvero! :)


Balsamo multiuso riparatore
(vegano)
  • 6 grammi di cera Candelilla,
  • 5 grammi di olio di jojoba.

 Tutto qui, e niente altro.
E' un balsamo semplice ma efficacie, che si ottieme semplicemente fondendo a bagnomaria la cera candelilla, e unendola all'olio di jojoba.
Fatta solidificare in un contenitore piccolo può essere usato anche come burro di cacao, la combinazione di cera ed olio lo rende infatti adatto anche per chi predilige uno stile di vita vegano (notiamo infatti l'assenza di cera d'api), e il suo effetto barriera contrasta perfettamente il freddo e le irritazioni.


Lalla consiglia...
Usalo come barriera mentre fai l'hennè (o la tinta in generale), la sua consistenza burrosa eviterà di farti macchiare la pelle circostante!
Aggiustate le dosi poco a poco se preferite un balsamo più denso o più fluido, se lo desiderate possiamo aggiungere poche gocce di olio essenziale per rendere più gradevole il nostro balsamo riparatore.

                                                                                                Lalla



venerdì 20 aprile 2012

Gel rinfrescante per gambe e piedi

Ciao ragazze, e bentrovate per una nuova ricetta, come sempre facilissima, per curare il nostro corpo con prodotti naturali. Questa volta pensiamo a tutte le donne costrette per lavoro (o per vanità femminile!), a stare ore sui tacchi alti, senza scordare anche le casalinghe con poco tempo per riposarsi.
Parliamo delle gambe, arma di seduzione letale, e di come coccolarle dopo giornate faticose!

Gel rinfrescante per gambe affaticate e piedi
  • 25 grammi di gel di aloe vera;
  • 25 grammi di olio di jojoba;
  • 5 gocce di olio essenziale di eucalipto;
  • 5 gocce di olio essenziale di menta.
  • Conservante.

Link Utili!
Se hai la fortuna di avere una pianta di aloe in giardino, puoi raccogliere il succo preziosissimo che ricaverai tagliando una foglia. In QUESTO link, ti ricordo il modo giusto per farlo.
Se non sei altrettanto fortunata e devi comperarne uno commerciale, QUESTO può essere un ottimo compromesso tra qualità e costo.




Come si prepara:
La preparazione è semplicissima. Mettiamo il gel di aloe in un contenitore con tappo, e aggiungiamo l'olio con gli oli essenziali già disciolti dentro. Mescoliamo con un cucchiaino, il nostro gel rinfrescante è pronto per essere usato, basterà unire il conservante usato nella giusta dose.
Si usa sulla pelle pulita, mescolando sempre prima dell'uso, con movimenti circolari che vanno dalla caviglia al ginocchio. In questo modo aiuteremo la circolazione e "spingeremo" i liquidi in eccesso in direzione della vescica, che provvederà ad eliminarli. Le due fasi rimarranno separare, basterà agitare il flacone per pochi attimi prima dell'uso.

Lalla consiglia..
Possiamo sostituire l'olio di jojoba con un altro olio vegetale a piacere, o cambiare gli oli essenziali con altri adatti, comunque rinfrescanti.
Prodotto utilissimo da usare anche dopo la ceretta, per rinfrescare le gambe intorpidite dallo strappo. Provatelo anche dopo una depilazione superdelicata, come la CERA SOKKAR.

                                                       Lalla


giovedì 22 marzo 2012

Il pH: uso delle cartine tornasole.

Torno tra voi con una lezione teorica per imparare a capirne di più sul pH, tanto citato quanto poco conosciuto, soprattutto da chi inizia ad entrare nel mondo dell'autoproduzione.
Il pH è una scala di misura che si usa per tutti i prodotti con soluzione acquosa e che va da acido forte (valore 0), a base forte (valore 14). Senza dilungarci sulla questione chimica del pH, riassumiamo le cose da sapere per capire se un prodotto ha il pH giusto per la nostra pelle.


Le cartine tornasole sono appunto delle strisce di carta (in rotolo, o già tagliate), in cui troviamo diverse zone colorate che ci aiutano ad individuare il ph della sostanza, secondo un modello base.
Per provare ad usare il pH usiamo dei prodotti che già possediamo in casa!
Immergiamo la cartina nel prodotto facendo in modo che le zone colorate vengano tutte a contatto con il prodotto, per qualche secondo (bagnamo con poca acqua i prodotti solidi come saponette), e osserviamo le strisce colorate (se necessario puliamo la zona con un dito).
Sulla confezione troviamo generalmente lo schema base dei colori che va da 0 a 14.
Avviciniamo la striscia della cartina ai vari quadratini e confrontiamo: tutte e 4 le zone devono coincidere.


Non è difficile, il terzo quadratino per esempio varia da giallo ad arancione: il gradiente di tonalità ci fa capire in che zona siamo, e così per tutti i colori. Se non troviamo una corrispondenza perfetta con le cartine, non preoccupiamoci, sapere solo che un prodotto ha pH tra 5 e 6 può farci capire se risulta troppo aggressivo per la nostra pelle o se è fisiologico.
Il pH va controllato a prodotto finito, per la stessa preparazione può essere necessario controllarlo anche più di una volta!


 
In linee generali possiamo dire che..
L'acqua ha pH 7 (ph neutro);
Il bagnoschiuma ha pH 5.5 (al massimo 6);
Il sapone ha pH basico;
Il detergente intimo ha pH acido (circa 5);
Una crema ha pH 5 (massimo 6): questo è il pH fisiologico;
I prodotti per i capelli hanno pH acido (4 o 5 massimo);
Il tonico ha pH acido;


Come regolo un pH non corretto?
Se il pH risulta troppo alto dobbiamo acidificare con l'aiuto dell'acido lattico o dell'acido citrico, usandone una goccia per volta fino ad ottenere il giusto valore (rimisurandolo quindi di volta in volta). L'acido citrico lo troviamo in due varianti: anidro e monoidrato. Alcune preparazioni necessitano dell'uno anzichè dell'altro (come nel caso delle bombe da bagno, per cui serve acido citrico anidro), per molte altre il loro uso è equivalente in tutto e per tutto.

Se invece il pH risulta troppo basso è necessario l'uso della soda caustica. Per preparare questa soluzione si mettono 20 grammi di soda caustica per 80 gr di acqua e si usa con l'aiuto del contagocce.

ATTENZIONE!
La soda caustica è un materiale altamente corrosivo e pericoloso per le falde acquifere, bambini ed animali. Inoltre i liquidi sopra la soda caustica vanno versati lentamente, in quanto questa potrebbe provocare una reazione con schizzi. Usiamo possibilmente dei guanti e laviamo con detersivo e alcool le stoviglie che entrano a contatto con questa sostanza, anche diluita. Mettiamo quindi la confezione in luogo protetto con etichetta chiara sul contenuto e sulla pericolosità.

Il mondo del pH è molto ampio: queste sono le linee generali che ci possono servire per creare al meglio i nostri prodotti senza danneggiare la nostra pelle. Ricordiamocene!


                                                                                                      Lalla


lunedì 12 marzo 2012

Come ricompattare un ombretto

Dopo il post su come creare un ombretto (se vuoi provarci, clicca QUI), molte di voi mi hanno chiesto come compattare le polveri per poter ottenere un ombretto più maneggevole e pronto all'uso. Il procedimento è molto semplice, e anche l'occorrente molto facile da reperire.
Ci serve infatti:
  • Pigmento da ricompattare;
  • Alcool per alimenti;
  • Cialdina o contenitore;
  • Olio simil siliconico;

Come prima cosa mettiamola polvere dell'ombretto su un piattino di carta e controlliamo che le polveri siano libere e non unite in granelli o schegge di prodotto. Se così fosse, sminuzziamole con un attrezzo. Uniamo quindi poche gocce di alcool per volta, con poche gocce di olio simil siliconico (tipo Greensyl di Camelis) usando il contagocce se fatichiamo a misurarlo, e mischiamo con uno stuzzicadente o una spatolina per controllare la densità del prodotto. Se il pigmento dovesse fare grumi, schiacciamolo bere per scioglierli. Dovremmo ottenere una pappetta non troppo densa, facilmente spalmabile, senza usare troppo alcool per non formare un composto liquido. Quindi preleviamolo e stendiamolo grossolanamente nella cialdina o contenitore apposta.
Se vogliamo spianare la superficie possiamo posare sopra un pezzo di carta stagnola e premere sopra con una moneta della grandezza giusta o con una superficie piana. Lasciamo quindi il nostro ombretto a riposare per 24 ore senza toccarlo, affinchè l'alcool evapori lasciano l'ombretto compatto.

Alcune persone si trovano bene utilizzando semplicemente alcool: il rischio è che il prodotto compattato sia meno stabile e si rifrantumi nuovamente, ma talvolta può andare bene anche l'uso di solo alcool.




Posso utilizzare questo procedimento anche con gli ombretti che mi si sono rotti?

Certamente, tutti gli ombretti (ma che le ciprie) si possono ricompattare, ricordiamoci di sminuzzare bene le polveri per un risultato omogeneo e perfetto!




                               Lalla


giovedì 8 marzo 2012

Miele con scorze candite

Eccoci qua di nuovo insieme nel giorno della festa della donna, in cui vi faccio i miei migliori auguri affinchè possa essere la nostra festa non solo l'8 marzo, ma bensì 365 giorni l'anno! Per approfondire il tema della posizione che la donna occupa attualmente in società (e purtroppo, a volte non occupa), consiglio a tutti la lettura di un saggio di Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, edito nel 1973 dalla Feltrinelli. A tutti buona lettura!

Riprendiamo ora il nostro percorso nel benessere con una ricetta particolare, che potrete usare sia sulla pelle che come dolce spuntino, in una versione rivisitata del classico miele.
Prepariamo infatti...

          Miele con scorze candite  
  • 3 arance;
  • 1 limone;
  •   500 grammi di miele;
 Che tipo di miele è più indicato?
Qualsiasi tipo di miele dal profumo delicato è adatto per questa ricetta: perfetti quindi il miele di girasole, di sulla, di acacia, di arancio.



Come prima cosa laviamo bene gli agrumi e iniziando prelevando le scorze: non è necessario rimuovere solo la parte arancione o gialla, anche la parte bianca subito sotto la scorza può esasere inserita nella nostra preparazione. Tagliamole quindi a piccoli pezzetti e stendiamole in un barattolo di vetro, alternando le scorze al miele, facendo in modo di ottenere strati non troppo sottili di questo: alla fine, le scorze dovranno risultare ben immerse. Quindi chiudiamo il barattolo e lasciamo per una settimana in un ambiente buio, mescolando tutti i giorni partendo dal giorno dopo della preparazione.

Il nostro miele con scorze candite è pronto.
Se conservato in luogo fresco e asciutto dura fino a due o tre mese, ricordiamo comunque di non togliere le scorse per conservarle a parte (in questo caro durano molto meno).

Sulla pelle risulta un ottimo detergente emolliente, da usare sul viso asciutto a capelli legati, massaggiando per qualche minuto il composto e sciacquando bene con acqua tiepida. Eventualmente anche usato come maschera per il viso si rivela un ottimo alleato!

Come spuntino possiamo stenderlo su fette di pane (eventualmente abbrustolite), o usarlo per guarnire gelati o come preparazione per dolci. Risulterà infatti piuttosto aromatico!

                                    Lalla

mercoledì 29 febbraio 2012

Come creare un rossetto dai fondi di quelli usati

Come promesso su Facebook vi lascio il mio reportage fotografico per spiegarvi passo passo come creare rossetti nuovi e originali da altri, che magari non riusciamo ad usare, o da fondti di quelli quasi finiti (negli stick rimane sempre un sacco di colore!). Pronte?... Via!


Cosa ci serve:
  • Fondi o pezzi di vecchi rossetti, di colori diversi;
  • Pentolino e contenitore per bagnomaria;
  • Spatoline o cucchiaino per mischiare il prodotto;
  • Stick di rossetti puliti;
 Come prima cosa mettiamo nel contenitore, a bagnomaria, dei piccole pezzi di rossetto, di vari colori. Ovviamente se vogliamo ricavare un rossetto opaco dobbiamo usare solo pezzi di rossetti senza brillantini. Al contrario, se ci piace l'effetto shimmer, usiamo parti che ne contengano. In alternativa se abbiamo solo pezzi matt possiamo agiungere un pizzico di mica brillante.



Ecco il primo colore che ho ottenuto, da tiepido l'ho provato sulla mano e mi è sembravo carino. Ho scelto di usare un contenitore con beccuccio per aiutarmi nel versarlo nello stick, quelli che usiamo per versare l'acqua nel ferro da stiro va benissimo. Non indugiamo troppo a versare il nostro rossetto nello stick o nella jar che abbiamo scelto: si addensa nel giro di poco.
Se non ci piace l'effetto possiamo farlo sciogliere e aggiungere pezzi diversi, questo vale anche nel caso la cera risulti troppa per in singolo stick, basta continuare a modificare il colore.




Se il nostro stick ha dei fori all'interno che non consentono l'inserimento della cera colandola, è necessaro usare il metodo della siringa.
QUA puoi trovare il post con la descrizione, è molto semplice e serve solamente una siringa senza ago, si rivela necessario in molti casi.
Mettiamo quindi la siringa dritta nel frigo per un giorno, senza farla ribaltare. Dopo di che, trasferiamomo nello stick. Se coliamo direttamente il liquido nello stick, il procedimento è lo stesso, mettiamolo in frigo per in giorno intero. Ricordiamoci sempre di lasciare un centimetro prima della fine dello stick, per evitare che il prodotto fuoriesca.




Ecco uno dei rossetti dopo essersi addensato. La foto non gli rende giustizia, ma è un color caramello molto cremoso e brillante, lo uso con soddisfazione. Ottenuto con un  color carne mat, un color terracotta e un pizzico di rosso!





E ora la parte più noiosa.. Olio di gomito, detersivo per i piatti e lavare tutti gli atrezzi del mestiere!







Importante!
Se volete avere dei rossetti ad inci verdi usate scarti di rossetto con buon inci, o fatti da voi.
Se invece per provare potete scendere a compromessi con l'inci, nessuno vieta di usare scarti di rossetti non verdi! E' importante però che non siano rossetti troppo vecchi o scaduti.

                                                                                                        Lalla

Tintura madre e tintura viva

Oggi parliamo di un ottimo alleato per la nostra bellezza, le tinture. I loro usi sono molteplici e diversi a seconda della pianta che usiamo, vediamo quindi i diversi modi di preparare la tintura, che può essere una tintura viva o una tintura madre.




Cosa ci serve per la tintura viva:
  • Erbe o fiori FRESCHI;
  • Alcool a 95° (quello per liquori);




Cosa ci serve per la tintura madre:
  • Erbe o fiori SECCHI;
  • Alcool a 30°; 
Preparazione alcool a 30°:

30% di alcool per liquori a 95° e 70% di acqua



Come si procede:

Mettiamo le erbe o i fiori in un barattolo di vetro fino a riempirlo a metà, quindi aggiungiamo l'alcool.
Chiudiamo il barattolo e posiamolo al riparo dalla luce diretta del sole, agitantolo per un minuto ogni giorno.
Dopo dieci giorni la nostra tintura è pronta per essere filtrara con della carta assorbente o delle garze sterili, poggiate all'interno di un imbuto. Conserviamo la soluzione in un contenitore scuro in luogo fresco.

Sono prodotti molto utili e molto versatili, possiamo creare infatti numerose lozioni per corpo e per capelli che grazie alla presenza dell'alcool dureranno molto tempo evitando così sprechi e prodotti irranciditi!

                                                                                         Lalla

giovedì 23 febbraio 2012

Il Cowash


 Leggendo le vostre mail confermo sempre più la mia idea che usare prodotti naturali sui capelli è molto più difficile rispetto al corpo, in quanto avvertono più la differenza del cambio di prodotto.
Propongo quindi un metodo di lavaggio diverso, magari per integrare il lavaggio alla farina di ceci che potrebbe lasciarvi i capelli poco morbidi (soprattutto all'inizio). In giro trovate diverse versioni, io (come sempre), vi propongo quella che utilizzo io.




  Cowash per capelli
Indicato per capelli mossi e ricci
  • Balsamo senza siliconi (la quantità dipende dalla lunghezza dei nostri capelli);
  • Un cucchiaio di zucchero di canna;
  • Un cucchiaio di zucchero semolato;
  • Un cucchiaio di farina di cocco;


Ricorda!

Possiamo facilmente riconoscere i prodotti con siliconi per il loro finale in -one, -thicone o -siloxane. Evitiamoli!
Inoltre non abusiamo dello zucchero di canna, in quanto potrebbe risultare un pò troppo aggressivo sui capelli. Possiamo usare anche solo farina di cocco, o solo zucchero, a nostra discrezione.



Il cowash si prepara sul momento, unendo tutti gli ingredienti in una ciotolina ed amalgamandoli bene. Successivamente bagniamo bene i capelli e iniziamo a massaggiare il cowash sulla cute, bagnando poi progressivamente tutta la lunghezza dei capelli. Lasciamo qualche minuto in posa quindi sciacquiamo molto bene, per evitare che ci lasci farina e zucchero in testa. Non è difficile, basta starci qualche minuto in più.
Nel caso la vostra capigliatura risulti un pò crespa possiamo usare subito dopo (a capelli ancora bagnati), dell'olio, ed eventualmente per la volta successiva possiamo aggiungere un cucchiaino di olio al preparato del cowash.
Fatemi sapere le vostre impressioni, e ricordatevi di passarmi a trovare anche su facebook!

                                                                                               Lalla


venerdì 17 febbraio 2012

Burrocacao in stick: descrizione metodo della siringa

In questo breve articolo ho deciso di presentarvi una modalità per creare i burrocacao o rossetti, o meglio un modo semplice per infilarli negli stick quando non è possibile muoversi facendoli semplicemente colare dentro. Si tratta di un procedimento descritto in molti siti, nella quale però spesso non sono presenti foto, che ritengo sempre molto utili per capire meglio e più velocemente quando descritto con frasi. Si tratta infatti di un procedimento più difficile a dirsi che a farsi!

Per chi volesse cimentarsi nella ricetta del burro di cacao (QUI trovate il link), può essere utile conoscere anche questo modo di inserimento nello stick tramite siringa.



Quando è utile (o necessario), questo metodo?

Questa modalità di inserimento si rivela necessaria quando il fondo del meccanismo mobile che fa alzare ed abbassare il nostro burro di cacao ha dei piccoli fori o intarsi che renderebbero impossibile l'inserimento della colata al suo interno. Possiamo facilmente controllare questo semplicemente tenendo il meccanismo alzato (quindi vicino all'apertura) e osservando, tenendo conto che per una corretta valutazione lo stick deve essere stato precedentemente pulito (nel caso della foto i buchi si notano benissimo anche con residui di prodotto, essendo abbastanza larghi).

Questo metodo non è utilizzabile nel caso in cui sia presente l'asticella centrale nello stick da riempire.


Cosa ci serve:

  • Il burrocacao completamente fuso, già colorato e/o profumato;
  • Uno stick vuoto;
  • Una siringa priva di ago dal diametro simile o leggermente inferiore dello stick.

Attenzione!
Le prime foto dimostrative sono state scattate utilizzando una siringa non perfettamente pulita, a solo scopo dimostrativo. Ovviamente, nel caso di utilizzo di questa per inserire un burrocacao nello stick occorrerà usare una siringa pulita, meglio se appena aperta dalla confezione monouso in cui è avvolta, per preservare l'igiene del prodotto stesso.

Come prima cosa prendiamo la nostra siringa privata dell'ago e separiamo la parte graduata (a cui si attacca l'ago) dallo stantuffo, ossia la parte che si alza e si abbassa per riempire o svuotare la siringa stessa. Osservando la parte superiore della siringa, vicino al beccuccio per l'ago, noteremo una linea molto sottile in cui la plastica è più sottile e in cui è più facile tagliare. In quel punto quindi eliminiamo con un taglio netto la punta, aiutandoci con un coltello dalla lama seghettata e prestando attenzione.




A questi punto possiamo gettare il beccuccio rimosso e rimontare la siringa, che risulterà aperta all'estremità. Per poter far scivolare il liquido all'interno è necessario far scorrere lo stantuffo fino alla base della siringa, lasciando quindi tutto il cilindro aperto, e poggiando la siringa stessa sulla base, come indicato in foto, se possibile fissandola con attenzione in mezzo a qualcosa per evitare che questa cada. 


Ora possiamo far colare con attenzione il liquido all'interno della siringa così sistemata, senza riempirla completamente (è bene considerare la differenza di misura tra la siringa stessa e lo stick, sebbene sarà possibile poi in seguito tagliare il rossetto in eccesso che non entra nello stick).



Lasciamo a riposo qualche ora in un luogo fresco e quando la cera e i burri si saranno sufficientemente raffreddati poniamo tutto nel frigo.
Dopo un giorno circa il nostro burro di cacao o rossetto dentro la siringa sarà completamente indurito. Prendiamo lo stick con il meccanismo mobile completamente abbassato e premendo delicatamente lo stantuffo facciamo scivolare il cilindro burroso dentro lo stick (se lo ritenete necessario premete leggermente con un dito per "fissarlo" sul fondo).
 Se lo si desidera è possibile tagliare la cima con il classico taglio obliquo tipico del rossetti e spesso molto apprezzato.

Il nostro stick è pronto! Divertitevi a creare tutti i burrocacao o rossetti che la vostra fantasia vi suggerisce, con profumazioni, aromi e ingredienti diversi!

                                                                                                       
                                       


Fare il burro di cacao in casa

Finalmente torno con voi per consigliarvi una ricetta molto semplice che ancora non avevo avuto occasione di descrivervi, un prodotto che tutte abbiamo, probabilmente senza sapere che spesso contiene una gran quantità di paraffina.. Non facciamo nomi, ma tutti lo conoscono, è una nota (anzi, notissima!), marca di burro di cacao ;)

 Prepariamolo in casa con pochi ingredienti, ecco cosa ci serve:
  • 3 grammi di burro d karitè (un cucchiaino);
  • 1 grammo di burro di cacao (circa mezzo cucchiaino);
  • 1 grammo di cera d'api (circa mezzo cucchiaino);
  • 3 gocce di olio di jojoba;
  • 3 gocce di tocoferolo;
  • 2 gocce di olio essenziale;
Sostituzioni possibili:
Se non abbiamo tutti gli ingredienti citati il burrocacao esce anche usando solo il burro di karitè o la cera d'api, con magari un pò d'olio (va bene anche un altro tipo se non abbiamo quello di jojoba).. Provando a farli capiremo anche cosa è necessario per le nostre labbra e cosa possiamo evitare di mettere. Se non abbiamo la c'era d'api possiamo usare solo i due burri.. Insomma, controlliamo cosa abbiamo in casa riscopriamo l'arte di ARRANGIARSI con quello che si ha! Se non abbiamo il tocoferolo facciamone a meno.

Coma si prepara:
Controlliamo preventivamente di avere uno stick vuoto (vanno bene quelli vecchi dei rossetti, dei burri di cacao, o dei correttori. Laviamoli con acqua e sapone, facciamo un bagno veloce con alcool e ripassiamo in acqua e sapine, lasciando poi asciugare capovolti per diverso tempo. Non devono rimanere tracce di acqua altrimenti il burro di cacao va a male!
Aroma-Zone vende dei piccoli stick vuoti, in mancanza anche di questi usiamo delle piccole jar.


Prendiamo il burro di karitè, la cera d'api e il burro di cacao e mettiamoli in un contenitore, che metteremo a bagnomaria per far fondere questi ingredienti. Quando sciolto, uniamo l'olio di jojoba e la vitamina e (tocoferolo), continuando a tenere nell'acqua calda. Quando tutto sarà ben tolto, togliamo il barattolo o contenitore dal fuoco e aggiungiamo dell'olio essenziale (facoltativo), se vogliamo aromatizzarlo possiamo usare qualche qualche goccia di aroma alimentare (perfetto quello alla vaniglia, o agli agrumi. Controlliamo sempre che il sapore non faccia a cazzotti con l'odore dell'olio essenziale!)
A questo punto dobbiamo metterlo nello stick. Controlliamo che il meccanismo che fa alzare il burro di cacao sia completamente abbassato e tendendo lo stick con una mano coliamo il liquido all'interno fermandoci appena prima dell'orlo (non arriviamo proprio al limite). Teniamo lo stick in questa posizione per un giorno, facendo attenzione a non ribaltarlo. Se ne avanza un pò non buttiamolo: inseriamolo in un secondo stick oppure in una pizzola jar. Quando lo stick è pronto non risulterà più trasparente ma opaco, proprio come un burro di cacao non colorato commerciale.
Il nostro prodotto è finito.


ATTENZIONE!
Prima di far colare il composto nello stick, controlla il contenitore, in particolare la base del meccanisto mobile sulla quale dovrà poggiare il nostro burro. Se ha dei piccoli fori non va bene questo metodo per colare il prodotto, segui il metodo della siringa descritto in QUESTO POST.


                                           Lalla


martedì 7 febbraio 2012

Top Teen pelle matura: maschera nutriente al carciofo

Sotto consiglio di Laura (mia fedelissima su Facebook), su Naturalmente Lalla troverete pubblicati periodicamente tre ricette sui vari tipi di pelle, per capire meglio le esigenze della nostra pelle!!

Maschera nutriente al carciofo
  •  Un carciofo
  • Un limone;
  • Un cucchiaino di yogurt bianco;
Per preparare questa maschera, priviamo il carciofo del gambo e delle foglie più dure (le più esterne), quindi laviamolo e facciamolo frullare nel mixer fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungiamo lo yogurt bianco e qualche goccia di succo di limone, quindi stendiamo su viso e decoltè puliti per circa 20 minuti, sciacquando poi con acqua tiepida. Se riusciamo, facciamo l'ultimo sciacquo con acqua fredda: aiuta a mantenere sodi ed elastici i tessuti.

Per altre piccole ricette sulla pelle matura, clicca qui!

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Top Teen pelle matura: maschera nutriente al cachi

Sotto consiglio di Laura (mia fedelissima su Facebook), su Naturalmente Lalla troverete pubblicati periodicamente tre ricette sui vari tipi di pelle, per capire meglio le esigenze della nostra pelle!!

 Maschera nutriente al cachi
  • Un quarto di cachi ben maturo;
  • Un cucchiaino di miele;
 Per preparare questa maschera basta scegliere un cachi ben maturo, prelevarne una porzione equivalente ad un quarto di frutto e dopo averlo lavato e privato della bucchia, renderlo una pappetta omogenea schiacciandolo con una forchetta. Uniamo quindi il miele, che servirà da legante, essendo la polpa del cachi naturalmente poco compatta. Stendiamo sul viso e decoltè pulito, per circa 15 minuti, usando (se un quarto di frutto non basta), metà cachi con la stessa quantità di miele.
Per evitare di sporcare gli indumenti, creiamo un bavaglino con della carta assorbente da inserire nel colletto degli abiti, qualora del frutto dovesse colare dal viso.
Sciacquiamo con acqua tiepida e stendiamo sul viso un tonico.

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Top Teen pelle matura: stick contorno occhi antirughe

Sotto consiglio di Laura (mia fedelissima su Facebook), su Naturalmente Lalla troverete pubblicati periodicamente tre ricette sui vari tipi di pelle, per capire meglio le esigenze della nostra pelle!!

Stick contorno occhi antirughe
  • 2,5 grammi di cera d'api;
  • 2,5 grammi di burro di karitè;
  • 5 goccie di olio di jojoba;
  • 5 gcc di olio di ricino;
  • 5 gcc di olio essenziale di rosa mosqueta;
  • Stick vuoto;
  • Siringa senza ago;
A bagnomaria o con l'aiuto del forno a microonde facciamo sciogliere la cera d'api, quindi aggiungiamo l'olio di ricino e il burro di karitè mescolando bene e continuando a tenere sul fuoco. Spostiamo quindi il pentolino dalla fiamma (o togliamolo dal microonde), e aggiungiamo l'olio essenziale di rosa mosqueta, quindi aspettiamo cinque-dieci minuti affinchè si raffreddi il tutto.




L'olio essenziale di rosa mosqueta ha ottime proprità elasticizzanti ed antirughe, ottimo anche per distendere la pelle alla comparsa dei primi segni di espressione.


A questo punto possiamo preparare lo stick. Dalla siringa togliamo la parte finale, quindi la punta, con l'aiuto di un coltello: ricaveremo quindi una siringa aperta all'estremità. facciamo scendere lo stantuffo e versiamo con attenzione il composto al suo interno, facciamo solidificare in posizione verticale e quando lo stick si è solidificato premiamo lo stantuffo con delicatezza e facciamolo scivolare all'interno di uno stick pulito.

Come variante di uso possiamo versare il liquido in un piccolo barattolino ed usarlo come una normale crema per contorno occhi, massaggiando (in ogni caso), dopo l'uso.


Dove trovo gli stick vuoti?

Aroma-Zone vende piccoli stick da riempire, se vogliamo invece evitare di fare ordini possiamo usare vecchie confezioni di rossetto, burri di cacao, correttori, opportunamente puliti e privati di ogni scarto del precedente prodotto.






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lunedì 6 febbraio 2012

Top Teen pelle sensibile: scrub leggero alla farina di cocco

Sotto consiglio di Laura (mia fedelissima su Facebook), su Naturalmente Lalla troverete pubblicati periodicamente tre ricette sui vari tipi di pelle, per capire meglio le esigenze della nostra pelle!!

Scrub leggero alla farina di cocco
  • Due cucchiai di farina di cocco;
  • Un cucchiaino di miele;
  • Un cucchiaio di yogurt bianco;
Questo scrub è un ottima variante al classico scrub allo zucchero o sale, che potrebbe risultare leggermente irritante sulla pelle sensibile, creando microabrasioni. Mischiamo quindi gli ingredienti in una ciotola fino ad ottenere un composto abbastanza denso e granuloso, da usare sulla pelle bagnata massaggiando delicatamente.

Se abbiamo in cantiere il burro di cocco, usiamo la farina che otterremo come scarto!

QUI la ricetta per il burro.

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